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STUDI

2008<br>Dalla Piazza di S. Vincenzo alla Piazza Nuova<br>I luoghi delle istituzioni tra l'età comunale e l'inizio della dominazione veneziana attraverso le carte dell'archivio notarile di Bergamo  Gianmario Petrò
2008
Dalla Piazza di S. Vincenzo alla Piazza Nuova
I luoghi delle istituzioni tra l'età comunale e l'inizio della dominazione veneziana attraverso le carte dell'archivio notarile di Bergamo
 
2008
ISBN: 978-88-95184-91-3, 978-88-96333-83-9(eBook)
  • Libro: 16.00€
  • eBook: 8.00€
La collana Officina dell'Ateneo è da sempre attenta alle ricerche ed alle documentazioni riguardanti il territorio bergamasco. Ad oggi le ricerche, che in questo periodo sono condotte in Bergamo con maggior presenza, fanno emergere dati nuovi, che creano il presupposto per la conoscenza dell'antico assestamento urbano. La città dunque ci racconta, nei suoi strati più profondi, la realtà dell'urbe in epoca romana.

Bergamo è un grande laboratorio di storia in questo periodo e non poteva cadere più opportuno lo studio condotto da Gianmario Petrò.


2008<br>Radici altomedievali e statuti della terra separata di Treviglio  Marco Casetta
2008
Radici altomedievali e statuti della terra separata di Treviglio
 
2008
ISBN: 978-88-95184-49-4, 978-88-96333-85-3(eBook)
  • Libro: 15.00€
  • eBook: 7.50€
Il volume descrive accuratamente la fisionomia caratteristica della comunità trevigliese durante l’alto medioevo. La comunità trevigliese era dotata di un’autonomia peculiare, tipica della “Terra separata”. La differenza tra una comunità autonoma ed una separata nel Trecento e Quattrocento non è quantitativa ma qualitativa. Ciò significa che una comunità separata non è una comunità “più” autonoma delle altre, non è soltanto una terra provvista di un maggior grado di prerogative e di poteri. Una comunità autonoma è invece caratterizzata dalla sua pretesa di non essere incorporata nelle strutture di uno stato signorile ed essere al contrario dipendente in modo esclusivo dal signore. Tutto ciò si traduce nella mancanza di soggezione rispetto alle magistrature provinciali e statali, rimpiazzate dai consigli e dai consoli locali. Altro aspetto della separazione consiste nell’unione personale con il dominus, nella fiducia verso il medesimo, nel rigetto di ogni tentativo di interferenza da parte delle magistrature statuali. Pertanto le terre separate lombarde devono essere qualificate come “viscontee”, “sforzesche” e persino “doganali”, ma non come milanesi o bergamasche.

2009<br>Le liaisons fructueuses<br>Culture a confronto nell'epoca di Giacomo Qarenghi  a cura di: Maria Chiara Pesenti, Piervaleriano Angelini, Erminio Gennaro, Maria Mencaroni Zoppetti
2009
Le liaisons fructueuses
Culture a confronto nell'epoca di Giacomo Qarenghi
 
2009
ISBN: 978-88-96333-26-6, 978-88-96333-84-6(eBook)
  • eBook: 16.00€
Il volume raccoglie numerosi contributi tutti incentrati sulla persona di Giacomo Quarenghi. Tuttavia si è scelto di muovere una riflessione sui suoi rapporti con l'universo musicale nel particolare contesto della Russia.
Infatti la figura stessa di Quarenghi risulta fondamentale promotrice di quelle numerose "liaisons fructueuses" che si intrecciarono fra l'Europa e la Russia tra XVII e XIX secolo.

Il volume contiene i seguenti contributi:
Piervaleriano Angelini Giacomo Quarenghi e la musica
Cristiano Tessari Architettura e musica:osservazioni sulla fortuna critica
Paolo Fabbri Un'ars aedificatoria per i suoni
Stefano Garzonio La poesia musicale russa e la librettistica italiana nella seconda metà del XVIII secolo
Ljudmila M. Starikova Giacomo Quarenghi e il teatro russo all'epoca di Caterina II
Maria Chiara Pesenti Presenza italiana nei primi teatri privati russi nella seconda metà del Settecento
Maria Ida Biggi La produzione teorica ed artistica di Pietro Gonzaga in Russia 1793-1820
Piervaleriano Angelini - Graziella Colmuto Zanella Giacomo Quarenghi scenografo?
Irene Giustina "la Provvidenza volle che mi capitasse casualmente alle mani un Palladio delle migliori edizioni". Cultura architettonica e antiquaria nella biblioteca di Giacomo Quarenghi
Marcello Eynard Proporzioni musicali e arti figurative: testimonianze di Giacomo Quarenghi e dei suoi contemporanei
Pierangelo Pelucchi L'opera italiana nei teatri europei all'epoca di Giacomo Quarenghi
Maria Panteghini  I Ferlendis: una famiglia di oboisti
Luca Bani l'Europa degli intelletturali bergamaschi nell'età dei Lumi
Maria Mencaroni Zoppetti Relazioni commerciali e intrecci culturali nella Russia del primo Ottocento
Gianmario Petrò I luoghi di Giacomo Quarenghi a Bergamo
Graziella Colmuto Zanella - Vanni Zanella Alessandro Barca, un amico di Giacomo Quarenghi

Mostre:
A cura  di Bruno Cassinelli - Vanni Zanella L'avventura europea di un architetto del Settecento
A cura di Piervaleriano Angelini - Marcello Eynard "Ho una passione fouri dall'ordinario per la musica" Giacomo Quarenghi e la musica
A cura di Pierangelo Angelini  "...è una passione per me, ed il solo sollievo che ho nelle mie occupazioni, quello dei libri" La biblioteca di Giacomo Quarenghi
A cura di Maurizio Savoja "Nikolaj Ivanovic, la nostra lettera..." Lettere di Caterina II Romanov (1773 - 1793). Caterina di Russia, San Pietroburgo e Bergamo

2010<br>Ad domos illorum de Acerbis<br>Storia di una famiglia e di un territorio  Eliana Acerbis, Nazzarina Invernizzi
2010
Ad domos illorum de Acerbis
Storia di una famiglia e di un territorio
 
2010
ISBN: 978-88-96333-45-7, 978-88-96333-82-2(eBook)
  • Libro: 15.00€
  • eBook: 7.50€

Nel corso della seconda metà del Novecento, la storia della famiglia ha ricevuto in Italia un’attenzione sempre maggiore e ha dato origine ad una cospicua serie di lavori caratterizzati da una notevole varietà di sviluppi tematici, di approcci disciplinari e di risultati.
È stata anzitutto la grande famiglia aristocratica a costituire l’oggetto principale di questa nuova stagione di indagini, sia per la disponibilità e per la ricchezza delle fonti, sia per l’interesse verso le pratiche comportamentali e i valori culturali della nobiltà. Sullo sfondo sono invece rimaste, soprattutto per l’epoca medievale e moderna, le famiglie che potremmo definire “minori”, le famiglie della piccola nobiltà non approdate al patriziato, così come le famiglie proprietarie e mercantili che sono rimaste escluse dal processo di titolazione.
Per superare tale limite è necessario quindi operare un paziente lavoro di ricomposizione delle diverse tracce che i membri di queste famiglie hanno lasciato nei vari fondi documentari; ed è quanto hanno fatto in maniera esemplare le autrici di questo volume ricostruendo la  storia degli Acerbis di Rigosa tra XII e XVIII secolo.





2011<br>Bartolomeo Colleoni e il territorio bergamasco<br>Problemi e Prospettive<br>  a cura di Lelio Pagani
2011
Bartolomeo Colleoni e il territorio bergamasco
Problemi e Prospettive
 
2011
ISBN: 978-88-96333-73-0(eBook)
  • eBook: 8.00€

Gianmario Petrò Stemmi colleoneschi a Bergamo e nel territorio. Per una geografia delle presenze
Riccardo Caproni Bartolomeo Colleoni e Martinengo
Moris Lorenzi, Monica Resmini, Fabrizio Fasolini La “Casa del Capitano” a Martinengo
Giusi Villari Il Convento dell’Incoronata di Martinengo nella Provincia dell’Osservanza bresciana
Bruno Cassinelli Bartolomeo Colleoni e Romano
Paola Chiellino, Anna Giacomazzi Documenti sul feudo e sul castello di Cavernago
Eliana Finazzi Bartolomeo Colleoni e la Misericordia Maggiore in Fara Olivana
Vincenzo Marchetti Il poeta Giovan Francesco Suardi e Bartolomeo Colleoni. Rapporti e luoghi
Juanita Schiavini Trezzi Le carte dell’Archivio Martinengo Colleoni. Una nuova acquisizione dell’Archivio di Stato di Bergamo
Maria Mencaroni Zoppetti Echi e modelli. Un omaggio a Bartolomeo Colleoni
negli affreschi di casa Passi in Bergamo
Flora Berizzi Vicende della Cappella Colleoni in età barocca
Maria Elena Notari Nardari Raffigurazioni colleonesche
Erminio Gennaro Bartolomeo Colleoni nella poesia del Settecento a Bergamo
Gualtiero Oberti Il Castello Colleoni di Solza. Indagini per il restauro
Lelio Pagani Malpaga: castello e contesto
Graziella Colmuto Zanella Malpaga: castello e contesto. Per un restauro e una riqualificazione fedeli alla storia





2011<br>Bergamo e il Novecento - Istituzioni, protagnosti, luoghi<br>Le arti: esperienze e testimonianze<br>  a cura di Erminio Gennaro e Maria Mencaroni Zoppetti
2011
Bergamo e il Novecento - Istituzioni, protagnosti, luoghi
Le arti: esperienze e testimonianze
 
2011
ISBN: 978-88-96333-76-1(eBook)
  • eBook: 8.00€

Nestorio Sacchi Bergamo e il Novecento. Iniziative di promozione culturale e artistica
Luigi Pagnoni Iniziative di promozione culturale e artistica in ambito ecclesiale
Giuseppe Sala Note sull’arte sacra del ’900 a Bergamo
Lino Lazzari La spiritualità dell’arte figurativa nel Ventesimo secolo
Trento Longaretti Gli artisti del XX secolo a Bergamo
Franco Mazzini Per la storia del restauro a Bergamo: gli Steffanoni
Vezio Carantani La medaglistica a Bergamo nel XX secolo
Umberto Zanetti Prosatori e poeti del Novecento a Bergamo (tracce per un profilo)
Pierluigi Forcella Opere e operisti bergamaschi del ’900
PierAngelo Pelucchi La Renaissance mayriana
Valentino Donella “Dal pruno al melarancio”. Musica sacra nel secolo XX. Vicende e protagonisti
Pieralberto Cattaneo Mezzo secolo di musica nuova a Bergamo. Il secondo dopoguerra
Giosuè Berbenni L’arte organaria a Bergamo nel ’900
Vanni Zanella La compagnia di Gioventù Studentesca a Bergamo dal 1945 al 1970
Mimma Forlani Il teatro nel Novecento a Bergamo: iniziative e sistematiche distruzioni
Andreina Moretti Vita e iniziative del Teatro Donizetti attraverso manifesti, cartelloni, pubblicistica
Ugo Pelandi Manifesti cartelloni pubblicistica
Piervaleriano Angelini Qualche cenno sulla fotografia a Bergamo nel XX secolo
Ermanno Comuzio Un secolo (ed oltre) di cinema entro e fuori le Mura





2011<br>L'Ateneo dall'età napoleonica all'unità d'Italia<br>Documenti e storia della cultura a Bergamo<br>  a cura di Lelio Pagani
2011
L'Ateneo dall'età napoleonica all'unità d'Italia
Documenti e storia della cultura a Bergamo
 
2011
ISBN: 978-88-96333-75-4(eBook)
  • eBook: 8.00€

Premessa
Lelio Pagani Dalle Accademie all’Ateneo: significati di una presenza nella storia della città

I - Dall’età napoleonica all’unità d’Italia. Una stagione feconda per l’Ateneo
Maria Mencaroni Zoppetti Dall’età napoleonica all’unità d’Italia Storia di un patrimonio culturale e artistico
Erminio Gennaro L’attività accademica di Giovanni Maironi da Ponte
Mauro Gelfi Maironi da Ponte e la statistica 1805-1820
Marcello Eynard Giovanni Simone Mayr socio e presidente dell’Ateneo
Vincenzo Marchetti L’abate Giovanni Finazzi accademico dell’Ateneo
Francesco Rossi Il progetto iconografico della quadreria settecentesca dell’Ateneo e la “Scena letteraria” di Donato Calvi
Juanita Schiavini Trezzi L’archivio dell’Ateneo e l’Ateneo negli archivi
Silvia Caldarini Mazzucchelli Il culto delle memorie storico-archeologiche locali nell’Ateneo
Marina Vavassori Dalla stele di Sempronius ai rapporti tra Finazzi e Mommsen
Luigi Tironi L’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti e il Liceo classico vicende e personaggi nel rapporto di collaborazione ed interazione tra due antiche istituzioni culturali
Barbara Bocci Le sedi provvisorie per le sedute dell’Ateneo: l’ex monastero di Rosate (1817-1819) e l’I.R. Liceo-Ginnasio (1858). Descrizione storica e architettonica del palazzo dell’I.R. Liceo-Ginnasio

II - L’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo nel cuore della città
Raffaella Poggiani Keller Il luogo urbano: dal forum alla platea magna Sancti Vincentii
Graziella Colmuto Zanella “L’elegante e ben inteso Edifizio” sopra il fontanone visconteo
Bruno Cassinelli Il restauro dell’edificio dell’Ateneo
GianMaria Labaa L’“Ateneo” in un programma di valorizzazione degli edifici storici della città
Piervaleriano Angelini L’edificio dell’Ateneo. Storia di uno stereotipo vedutistico

III - L’Ateneo in Ateneo: il luogo, l’edificio, le vicende, i personaggi
Maria Mencaroni Zoppetti Documenti e immagini della vita dell’Ateneo





2011<br>La Misericordia Maggiore di Bergamo fra passato e presente<br>  a cura di Opera Pia Misericordia Maggiore di Bergamo - MIA
2011
La Misericordia Maggiore di Bergamo fra passato e presente
 
2011
ISBN: 978-88-96333-74-7(eBook)
  • eBook: 8.00€

Gianmarco Cossandi Fermenti religiosi e spinte istituzionali a Bergamo tra XIII e XIV secolo. Le pergamene del consorzio della Misericordia Maggiore
Katia Visconti Ceti dirigenti e impegno sociale: la Misericordia Maggiore nel XVII secolo
Paolo Tedeschi Proprietà fondiaria e contratti agrari nella Bergamasco in età moderna: la Misericordia Maggiore di Bergamo fra XVII e XVIII secolo
Stefano Longhi Una fondazione bergamasca della tarda età comunale: Comun Nuovo (1253), terra e difesa
Francesco Rampinelli Comun Nuovo, terra della Misericordia
Riccardo Caproni - Eliana Finazzi - Monica Resmini Fara Olivana e la Misericordia, rifondazione ed evoluzione di un centro abitato e del suo territorio
Paolo Mazzariol - Francesco Repishti Spirano terra della Misericordia Maggiore di Bergamo
Renato Ferlinghetti - Moris Lorenzi - Fulvio Adobati Aspetti e dinamiche dell’ambiente e del territorio di Fara Olivana, Comun Nuovo e Spirano
Giuseppe Bornaghi - Alberto Sonzogni La realizzazione in editing moderna delle opere di Alfredo Piatti





2011<br>Lorenzo Mascheroni tra scienza e letteratura<br>nel contesto della Bergamo settecentesca<br>  a cura di Erminio Gennaro
2011
Lorenzo Mascheroni tra scienza e letteratura
nel contesto della Bergamo settecentesca
 
2011
ISBN: 978-88-96333-86-0(eBook)
  • eBook: 8.00€

Francesco Tadini  Lorenzo Mascheroni e la cultura bergamasca
Erminio Gennaro Lorenzo Mascheroni e l’Accademia degli Eccitati di Bergamo
Vincenzo Marchetti Il Seminario di Bergamo fucina di intellettuali settecenteschi
Maria Mencaroni Zoppetti Vesti nere, viarolo, esperimenti. Note e documenti sul Collegio Mariano di Bergamo
Laura Serra Perani Lorenzo Mascheroni e il Gabinetto di Fisica del Collegio Mariano
Paolo Mazzariol  Seguendo l’“Instruzione”: vicende architettoniche del Collegio Mariano dalla Riforma del 1747 alla costruzione del Gabinetto di Fisica
Umberto Zanetti La patria bergamasca nella poesia di Lorenzo Mascheroni
Vanni Zanella Lorenzo Mascheroni e la questione di Arlecchino
Renato Ferlinghetti Il “Vocabolario botanico” di Lorenzo Mascheroni
Annalisa Galbiati Lorenzo Mascheroni “cosmico”
Irene Giustina “Cosa dunque si potrà temere sulla solidità di una cupola che è poco più del cupolino di S. Pietro?”. Lorenzo Mascheroni e altri sul progetto di Carlo Fontana per la cupola del Duomo di Bergamo
Paola Manzini  Le Quattro lettere. Carteggio Mascheroni-Spallanzani
Luigi Tironi Il museo dell’Università di Pavia nell’Invito a Lesbia Cidonia di Lorenzo Mascheroni
Vittorio Mora In morte di Lorenzo Mascheroni di Vincenzo Monti
Pier Valeriano Angelini  Iconografia di Lorenzo Mascheroni
Giuseppe Sangalli Repertorio commemorativo di Lorenzo Mascheroni (1750-1800)





2011<br>Società, cultura, luoghi al tempo di Ambrogio da Calepio<br>  a cura di Maria Mencaroni Zoppetti e Erminio Gennaro
2011
Società, cultura, luoghi al tempo di Ambrogio da Calepio
 
2011
ISBN: 978-88-96333-72-3(eBook)
  • eBook: 8.00€

Lelio Pagani Premessa
Maria Mencaroni Zoppetti - Erminio Gennaro Presentazione
Manlio Pastore Stocchi La cultura umanistica tra Quattro e Cinquecento. Note per il contesto del Dictionarium.

Società, istituzioni religiose, cultura
Antonio Pesenti La Chiesa in Bergamo all’epoca di Ambrogio da Calepio
Mario Mattei O.S.A. L’Ordine degli Eremitani di S. Agostino e l’Osservanza di Lombardia
Giuseppe Degli Agosti L’Osservanza agostiniana nella diocesi di Crema
Giovanni Spinelli O.S.B. I conventi agostiniani della diocesi di Bergamo all’epoca di Frà Ambrogio da Calepio

Per una storia dei luoghi
Lelio Pagani Luoghi e contesti di una vita. Bergamo, Calepio, la valle ai tempi di Ambrogio da Calepio
Gianmario PetròLe trasformazioni della chiesa e del convento di S. Agostino tra il XV e il XVI secolo: il ruolo delle famiglie bergamasche
Maria Pacella I documenti del convento di S. Agostino nell’Archivio di Stato di Bergamo
Giovanna Cantoni Alzati Il patrimonio manoscritto del convento di S. Agostino di Bergamo: Tommaso Verani e la catalogazione del 1767
Vincenzo Marchetti Serie dei conventi agostiniani, un manoscritto del Padre Donato Calvi ritrovato
Carlo Piastrella Il convento agostiniano di Crema ed i primi manoscritti della sua dotazione libraria

Gli agostiniani e l’arte
Luana Redaelli L’Osservanza agostiniana a Bergamo. Prime considerazioni sul programma iconografico
MariaLuisa Gatti Perer Il complesso conventuale di S. Maria Incoronata a Milano
Mario Marubbi Una revisione delle presenze bembesche in S. Agostino a Cremona sulla soglia dell’Osservanza e oltre
Claudia Giannetto Caratteri iconografici dell’Osservanza agostiniana nella chiesa di S. Agostino di Cremona
Raffaella Seveso La biblioteca del convento bresciano decorata da Giovan Pietro da Cemmo

Note e documenti sul Dictiorarium di Ambrogio da Calepio
Maria Rosa Cortesi Ambrogio da Calepio e la lessicografia umanistica
Andrea Canova Nuovi documenti mantovani su Ambrogio da Calepino e sulla stampa del suo Dictionarium
Francesco Piselli Osservazioni estetologiche su alcune voci del Calepino

La cultura e la stampa intorno ad Ambrogio da Calepio
Marta Savini Erudizione e tecnologia agli albori del secolo XVI: Giacomo Filippo Foresti
Gianna Bellisario Jacopo Filippo Foresti e il De claris mulieribus
Guido Baldassarri Da Paolo Manuzio al Facciolati. Rifacitori e utenti a fronte del Dictionarium
Maria Mencaroni Zoppetti Libri e librai. Note e documenti intorno alla cultura nella Bergamo del XVI secolo
Erminio Gennaro Il mito di Ambrogio da Calepio





2012<BR>Risorgimento...<BR>quanti uomini, quante storie<BR>  A cura di Maria Mencaroni Zoppetti
2012
Risorgimento...
quanti uomini, quante storie
 
2012
ISBN: 978-88-6642-079-8
  • Libro: 10.00€
Storie del risorgimento a Bergamo

2012<br>Una piazza per la storia<br>l'Ateneo 1810-2010<br>  A cura di Maria Mencaroni Zoppetti
2012
Una piazza per la storia
l'Ateneo 1810-2010
 
2012
ISBN: 978-88-6642-078-1
  • Libro: 10.00€
Duecento anni di attività

2013 Per una storia della cultura e della società a Bergamo<BR>Immagini e percorsi nel Cinquecento e Seicento<BR><BR>  A cura di Maria Mencaroni Zoppetti e Cristopher Carlsmith
2013 Per una storia della cultura e della società a Bergamo
Immagini e percorsi nel Cinquecento e Seicento

 
2013
ISBN: 978-88-6642-114-6(eBook)
  • eBook: 5.00€

Attenzione: diversamente dagli altri e-book di Officina dell'Ateneo, che sono in formato pdf, compatibile con qualsiasi dispositivo, questa pubblicazione è in formato epub, pertanto è compatibile solo con i lettori di e-book. Se non avete un lettore potete scaricare il programma  "Adobe digital Editions" che è gratuito. In questo modo lo potrete leggere anche su computer, note-book, etc.. Se avete un lettore Kindle contattateci per ricevere una versione maggiormente compatibile con il vostro dispositivo.  Un e-pub è un formato molto diffuso per i libri digitali che permette al testo di adattarsi allo schermo di visualizzazione. I caratteri si possono ingrandire a piacere e si può cambiare il font, si possono variare i margini e l'interlinea. Con questo formato il testo diviene fluido e si adatta al dispositivo di lettura e alle vostre preferenze.

Situata nella periferia occidentale della Repubblica Veneta, lontano dal centro cosmopolita della Serenissima, Bergamo è stata ritenuta a lungo una città di provincia scarsamente dotata sul piano culturale.  Reputazione forse derivata sia dalla situazione di povertà generalizzata che ha afflitto per secoli il territorio, sia dalla lingua non facilmente comprensibile dei suoi abitanti. Molti abitanti della provincia, trasferitisi a Venezia nella prima età moderna, furono spesso impiegati in mestieri umili, come i facchini o i braccianti, favorendo il luogo comune che i bergamaschi possedessero più muscoli che cervello.

Anche la complessa figura di Arlecchino, famoso nella tradizione della commedia dell’arte come un servitore ghiotto e furbo, contribuì a creare  un’impressione stereotipa. Invece Bergamo, benché separata da Venezia da più di 200 chilometri, fu per la capitale un avamposto di grande importanza e contribuì in maniera significativa alla vitalità e al dinamismo del Cinquecento italiano.

Questi saggi hanno lo scopo di offrire  indagini, percorsi, spunti di ricerca inconsueti, per rinnovare l’attenzione su aspetti della cultura bergamasca spesso trascurati dalla storiografia tradizionale.

L’insieme dei saggi dimostra che la produzione di libri e la loro diffusione, la circolazione del sapere e l’istruzione non costituirono un fenomeno secondario nella Bergamo del Cinquecento, ma ebbero un’importanza non inferiore a quella raggiunta nelle maggiori città italiane.

Contributi di:

Christopher Carlsmith, “L’istruzione tra Bergamo e Venezia: le scuole della terraferma veneta nel Cinquecento”

Gary Towne, “Un paradigma musicale: musica a Bergamo e nella Serenissima nel Cinquecento"

Rodolfo Vittori, “La cultura di una città di confine: biblioteche e circolazione del sapere nella Bergamo rinascimentale”

Gianmaria Savoldelli, “Gli Annali Tipografici di Comino Ventura: nuovi dati per una storia della stampa a Bergamo tra XVI e XVII secolo”














FUTURO.BG<br>Attraverso i paesaggi della storia<br>  A cura di Maria Mencaroni Zoppetti
FUTURO.BG
Attraverso i paesaggi della storia
 
2014
ISBN: 978-88-6642-162-7
  • Libro: 22.00€

Gli atti di una serie di incontri e convegni realizzati all’interno di un progetto complesso, sviluppato in un arco di tempo molto lungo, arrivano sempre troppo tardi. Non per questo non devono vedere la luce, poiché i temi/problemi che lungo tutto il percorso sono stati presentati e dipanati, quasi fossero il filato da cui trarre materia per la realizzazione di un tessuto, permangono, talvolta si sedimentano, spesso si annullano.

Quello che segue è il racconto di come tutto sia iniziato fino all’attualità.
Alla fine del 2011 Gabriele Rinaldi, Direttore dell’Orto botanico L. Rota di Bergamo, Socio Accademico dell’Ateneo, propone di intraprendere un viaggio in comune. Si presenta una straordinaria occasione, tutta volta al futuro per la città e per il territorio: nella Valle d’Astino una porzione di terreno, si spera di grandi dimensioni, sarà attribuita all’Orto botanico, per ampliarlo rispetto alla sua locazione sul colle sovrastante Città Alta, ma anche per riqualificare i terreni circostanti e l’antico complesso monastico,oggi proprietà della MIA, drammaticamente compromesso, malato che potrebbe finalmente trasformare una lenta agonia in un prolungamento di vita degna d’essere vissuta.
Perché il Socio pensa all’Ateneo? Perché da sempre la nostra istituzione, una delle più antiche della città, si occupa, si preoccupa della storia, dei valori, del significato dei luoghi e della cittadinanza in rapporto ai luoghi. E anche perché è costume dell’Ateneo costruire collaborazioni, verificare ipotesi d’incontro, tradurre le idee in obiettivi oggettivamente raggiungibili. La prima forte relazione che si istituisce è con la Delegazione cittadina del FAI.
Ateneo, FAI, Orto botanico diventano i promotori di una bella impresa che ha come tema/problema il destino della Valle d’Astino e del complesso architettonico originato dalla presenza dei Vallombrosani a Bergamo. L’iniziativa è vista con favore anche dalla MIA e dalla società Val d’Astino. I primi mesi del 2012 sono impegnati nella creazione di rapporti, nella tessitura di relazioni, nella individuazione di percorsi che trattino Astino come argomento centrale, ma riescano anche a mostrare come tutte le possibili soluzioni che potranno essere trovate e poste in atto, mettono in gioco la città.

Astino: modello, esempio, laboratorio di idee e di proposte per il futuro di Bergamo.
Si programmano venti tra incontri, seminari, uscite sui territori. Sono coinvolti settanta relatori. Si sceglie un titolo che è insieme metafora e simbolo: FUTURO.BG.
Lo spirito sotteso al progetto è di informare e coinvolgere i cittadini affinché siano maggiormente consapevoli dei problemi e, soprattutto, possano partecipare alla loro soluzione.
La presentazione ufficiale del programma avviene il 18 aprile 2012 durante la XIV edizione della Settimana della Cultura.
Il giorno dopo sul quotidiano locale, L’Eco di Bergamo, Dino Nikpalj titola il suo articolo “Astino, l’Ateneo dà la scossa alla città”.
“Impegnamoci tutti – riferisce il giornalista – per far sì che Bergamo sia una città migliore di quello che è. Tutti. Noi come Ateneo di Scienze, lettere, arti siamo pronti a fare la nostra parte. Facciamo sì che la città ci creda, diversamente si ridurrà ad un fossile”, sembra una chiamata alle armi, aggiunge Nikpalj: “L’Ateneo mette lì un tema davvero niente male. Astino non solo come luogo simbolo della città, ma anche come occasione per raccordare futuro e passato attraverso i paesaggi della storia”… “ma attenzione – prosegue – è tutto tranne un approccio passatista o conservatore”.
Sono infatti presentate ad un pubblico numeroso alcune vincenti esperienze di rivitalizzazione di luoghi e monumenti, in Italia e in Europa, non tanto come esempi da copiare in quanto tali, ma come dimostrazione e conferma che molto di buono può essere fatto se il lavoro è comune e condiviso.
L’impegno dei promotori del progetto è accolto e gradito dal Presidente della MIA, Giuseppe Pezzoni, che ricorda come l’acquisto della Valle d’Astino con le pertinenze e gli edifici risalga al 2007, quando la crisi non era ancora scoppiata, quando sembrava fossero possibili virtuosi legami economici con le amministrazioni provinciali e comunali e con sponsor importanti.
Di Astino si parla, si scrive, si vocifera. Si formulano ipotesi d’uso che non hanno fondamento. Si riparte, dice Pezzoni, dal ridisegno di un sistema Astino che sia economicamente ed ambientalmente sostenibile.
Confida un sogno: “Contiamo di restituire alla città un recupero parziale di Astino per il 2015, anno del nostro 750° compleanno”, e anno, aggiungo io, dell’EXPO di Milano.
“Questo è un progetto che supera noi stessi. Dobbiamo trovare lo stesso spirito di chi nel 1449 accettò la sfida di Santa Maria Maggiore”, sapendo che non avrebbe assistito alla fine della sua realizzazione, ma che era certamente questione che riguardava la città intera.

Per questo l’Ateneo, il FAI, l’Orto Botanico tentano di costruire una condivisione delle prospettive e degli obiettivi: occorre mettere a confronto la storia di Astino con la storia di Bergamo e con quella di realtà ad esso analoghe.
I promotori del progetto possono fornire elementi di conoscenza e di riflessione, vogliono far nascere e consolidare un legame tra cittadini, amministratori, intellettuali, giovani, istituzioni, forze produttive poiché la posta in gioco è il FUTURO.BG.
Il 17 ottobre 2012 in Palazzo Frizzoni nell’Aula Consiliare si comincia, con un appello che prende voce dalla Regola di S. Benedetto, quella rispettata dai Vallombrosani di Astino.
“Ogni volta che si tratta una questione importante, si convochi tutta la comunità”, per partecipare, condividere, impegnarsi.

Nel giugno 2014 sono pubblicati gli atti di FUTURO.BG. La maggioranza di coloro che sono intervenuti ha fornito le relazioni per la stampa, ci sono alcune assenze, anche significative, tutte certamente giustificate, ma che lasciano un sottile segno negativo su quella strada dell’impegnarsi insieme che si è tracciata.
Nella Valle d’Astino ci sarà uno spazio per l’Orto Botanico L. Rota di Bergamo, che sicuramente sarà realizzato per EXPO 2015, Astino infatti dovrà essere fiore all’occhiello per attrarre turismo. Del complesso monumentale è restaurata la chiesa del Santo Sepolcro, con il suo bell’apparato pittorico. Non si hanno notizie certe dell’uso che potrà essere fatto dello spazio e degli edifici che accolsero i Vallombrosani, i malati, i contadini.

Maria Mencaroni Zoppetti
Presidente dell’Ateneo



Mi applicai alle mercantie ma più agli studi<br>Il manoscritto di Girolamo Acerbis Viani<br>  Eliana Acerbis e Nazzarina Invernizzi
Mi applicai alle mercantie ma più agli studi
Il manoscritto di Girolamo Acerbis Viani
 
2014
ISBN: 978-88-6642-158-0
  • Libro: 15.00€

Contenuto del volume:
MARIA MENCARONI ZOPPETTI Premessa
MARIA ELISABETTA MANCA Presentazione
ELIANA ACERBIS - NAZZARINA INVERNIZZI ll manoscritto come libro di famiglia
ELIANA ACERBIS I Viani di Alzano, mercanti e imprenditori
NAZZARINA INVERNIZZI Girolamo Acerbis Viani, astrologo e poeta
Il manoscritto di GIROLAMO ACERBIS VIANI
Premessa
Antichità e nobiltà della famiglia Acerbis
Rime e Prose
Osservationi astrologiche
Appendice
L’oroscopo per Pietro Maria Pesenti

PREMESSA
Le autrici di questo volume non sono nuove ad esperienze di ricerca e di riscoperta di documenti che riguardano la storia sociale, economica, culturale di un’area dell’Italia settentrionale fortemente caratterizzata, e da sempre, dalla presenza di gruppi familiari che si sono liberati dall’angustia di un territorio limitato ed hanno intrapreso percorsi ambiziosi nel mondo.
Partite, quasi per gioco, alla ricerca delle radici e dell’identità di una famiglia, quella degli Acerbis, hanno tracciato nuove strade per comprendere i rapporti e i legami che intercorrevano tra piccoli nuclei abitativi della Media Val Seriana e della Val Brembana e grandi città votate al commercio:
Venezia, certo, ma anche e soprattutto Genova. La capillare ricerca documentale, condotta presso gli archivi della città e della provincia, ha riportato alla luce storie sepolte dall’oblio dei tempi, dall’incuria degli uomini. Ha ridato senso e vigore a vicende familiari, consentendo di ricostruire personaggi degni di nota, protagonisti non secondari dell’epoca in cui sono vissuti.
Tra costoro assume spessore quel Girolamo Acerbis Viani da Alzano, vissuto tra il 1577 e il 1659, astrologo per vocazione, letterato per passione, mercante e imprenditore per mestiere.
Il manoscritto oggetto degli studi raccolti nel presente volume ha un ruolo di rilievo, soprattutto perché rappresenta una delle rare prove, nel Nord Italia, di una forma di scrittura documentaria che viene definita “libro di famiglia”.
Questo genere di testimonianza, che nasce innanzitutto in ambiente mercantile, intreccia attività economica, vita privata, ricordanze e risponde alla profonda e radicata necessità di far sopravvivere la memoria di gruppi familiari. Memoria non individuale perché non si interrompe con la scomparsa del primo estensore, ma viene proseguita nel tempo da chi gli succede nel compito di continuare un resoconto/racconto che è rivolto soprattutto a destinatari lontani nel tempo.
Girolamo Viani, iniziatore delle memorie familiari, è, come tradizione vuole, dedito al lavoro, alla produzione di ricchezza per il benessere della sua famiglia, ma ama gli studi, la letteratura; in più si applica alla scienza astrologica e, attraverso la sua capacità di interpretare il linguaggio degli astri, divina il futuro di personalità influenti.
Grazie alle ricerche delle due autrici del volume, possiamo avvicinare nella moderna trascrizione il manoscritto che ci accompagna nella riscoperta di un personaggio esemplare della complessità del suo tempo.

Maria Mencaroni Zoppetti

PRESENTAZIONE
Nella tradizione della Biblioteca Mai il quotidiano scambio tra studiosi e bibliotecari sostanzia ed esalta la funzione di una biblioteca pubblica che ha tra i suoi compiti istituzionali quelli di conservare, tutelare l’integrità, valorizzare rendere facilmente reperibili i materiali che conserva. Facilitare nella prassi quotidiana la mediazione tra il patrimonio e gli studiosi è un valore, oltre che un dovere, per quanti operano negli Istituti di conservazione.
Nel caso di questo manoscritto, il rapporto è stato quanto mai virtuoso: si deve infatti alla costanza e alla tenacia di Eliana Acerbis e Nazzarina Invernizzi nel comunicare con il personale della biblioteca gli esiti e le fatiche del quotidiano lavoro di ricerca, se un documento, già noto agli eruditi di fine Settecento e rubricato con cura dai bibliotecari della Mai nell’Ottocento ma apparentemente “introvabile” nei primi anni del 2000, è stato tolto dall’oblio.
È con particolare piacere dunque che condividiamo con l’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo la pubblicazione del manoscritto di Girolamo Acerbis Viani conservato in Biblioteca alla segnatura AB 501 e che pareva perduto.
Il manoscritto Viani assembla in una legatura unica il libro di famiglia – sapientemente elaborato da più mani a celebrazione della gloria e della cura degli affetti e degli averi familiari – e gli interessi intellettuali di Girolamo, matematico e poeta, mercante e astrologo partecipe della cultura scientifica e letteraria del suo tempo e coltivata insieme alla mercatura e ai viaggi.
L’edizione a stampa, importante anche per favorire la tutela dell’originale, consentirà l’accesso a questo prezioso documento ad una platea ampia di lettori che potranno immergersi nella vita familiare e imprenditoriale degli Acerbis attraverso due secoli e incontrare la cultura raffinata di Girolamo.
L’opera, per il suo carattere volutamente composito, offre opportunità di studio e conoscenza a più livelli nell’ambito della storia sociale e culturale dei secoli XVII e XVIII. La ricostruzione delle vicende della formazione e affermazione del ruolo sociale della famiglia, le trasformazioni della mercatura, i modelli della costituzione e dell’accrescimento patrimoniale ricostruite a più mani si intrecciano, nella prima parte del codice, alle vicende personali, ai viaggi e agli accadimenti storici degli anni rubricati. La seconda parte, tutta di mano di Girolamo, offre, attraverso la polivalente cultura dell’autore applicata alla matematica e alla poesia, all’astrologia e alla pratica medica, un modello della formazione e dell’esercizio intellettuale (quasi un paradigma) dell’autore e del suo tempo.
La solidità del metodo di lavoro, lo scavo documentario condotto da Eliana Acerbis e Nazzarina Invernizzi per verificare e ricostruire le vicende della famiglia e dei singoli personaggi, unite alla ricostruzione dell’ambiente culturale entro il quale Girolamo Acerbis Viani costruì il proprio percorso personale e culturale costituiscono strumenti preziosi per gli studiosi e sostanziano in modo critico la trascrizione dell’originale.

MARIA ELISABETTA MANCA




Sembrava tutto Grigioverde<br>Bergamo e il suo territorio negli anni della Grande Guerra<br>  a cura di Maria Mencaroni Zoppetti
Sembrava tutto Grigioverde
Bergamo e il suo territorio negli anni della Grande Guerra
 
2015
ISBN: 978-88-6642-212-9
  • Libro: 30.00€
In questa corposa opera, costituita da due volumi, trovan spazio le conferenze e gli studi promossi dall'Ateneo di Lettere, Scienze ed Arti di Bergamo dell'anno 2014/2015.
Due sono i punti focali che segnano i numerosi saggi contenuti: da una parte il periodo storico della prima guerra mondiale (con focus che ovviamente spazieranno nei periodi imminentemente precedenti e consecutivi) e dall'altra il territorio bergamasco.