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ITINERARI

2007<br>San Giorgio e il drago. Devozione e storia nell'antica chiesa di S. Giorgio in Bergamo, oggi B.V. Immacolata e Tutti i Santi  AA.VV.
2007
San Giorgio e il drago. Devozione e storia nell'antica chiesa di S. Giorgio in Bergamo, oggi B.V. Immacolata e Tutti i Santi
 
2007
ISBN: 978-88-95184-52-4
  • Libro: 6.00€
Il volto di ogni città, che si trasforma e cambia nel tempo per le scelte e le esigenze dei suoi abitanti, è connotato in maniera particolare dalla presenza degli edifici di culto intorno ai quali si è aggregata e stretta la comunità.
Anche Bergamo non si sottrae a questa regola: fin dai tempi della prima cristianità è cresciuto intorno alla cattedrale entro le mura, alla basilica extra moenia, alle chiese più antiche costruite sui colli ove posa la città vecchia, allungandosi poi verso il piano dove erano state erette altre chiese. Di queste presenze fondamentali per l’evoluzione della civiltà cittadina talvolta si è persa traccia o conoscenza, proprio per i cambiamenti che la storia ha imposto.
Qualche chiesa è scomparsa, sostituita da edifici civili con funzioni lontane dalla religione e dal culto; qualche santo è stato declassato e la chiesa un tempo a lui dedicata ha trovato altri titolari.
Nella tradizionale ricerca storica sulla città, indagine che caratterizza l’attività dell’Ateneo di Scienze, Lettere, Arti di Bergamo, sono stati tracciati molti percorsi legati ai luoghi dello spirito, allo spirito di questi luoghi.
Chi sa oggi dove fosse la chiesa intitolata al cavaliere Giorgio proveniente dalla Cappadocia? Esiste ancora una via che porta il suo nome, ma quell’edificio d’angolo, seminascosto nel traffico d’incrocio tra via Paleocapa e via Quarenghi sfugge alla conoscenza dei più.


2008<br>Sant'Antonio di Vienne <br>devozione e storia nell'antica Contrada di Prato in Bergamo  AA, VV
2008
Sant'Antonio di Vienne
devozione e storia nell'antica Contrada di Prato in Bergamo
 
2008
ISBN: 978-88-95184-59-3
  • Libro: 6.00€
Nella città, intesa come spazio organizzato, trovano espressione una pluralità di funzioni, che riusciamo a conoscere mediante la presenza di simboli civici che caratterizzano luoghi e territori urbani. Nella storia della città europea un ruolo fondamentale assume la presenza di strutture quali la fiera, all’inizio realtà d’interscambio locale, ma via via mezzo per rapporti internazionali. Quasi sempre le fiere si organizzano in spazi al di fuori delle cerchie urbane più antiche, nei pressi di importanti nodi viari che a loro volta si generano intorno ad esse. E diventano generatrici di città, perché intorno alle fiere nascono esigenze di accoglienza, di immagazzinamento, di stallaggio, di luoghi di ristoro, ma anche edifici religiosi che consentano agli operatori economici di non allontanarsi troppo dalle loro attività.
Anche Bergamo, città doppia, tra monte e pianura, è espressione della duplicità, mantenendo nella zona collinare gli aspetti di urbs custode della storia antica, e nella zona che volge al piano un luogo apposito per la fiera di Sant’Alessandro.


2012<br>La Bergamo Moderna<br>di Piacentini Mazzoni Bergonzo<br>  a cura di Maria Mencaroni Zoppetti
2012
La Bergamo Moderna
di Piacentini Mazzoni Bergonzo
 
2012
ISBN: 978-88-6642-050-7
  • Libro: 5.00€

La Giornata FAI di Primavera che ogni anno rende possibile conoscere luoghi, monumenti, spazi urbani e paesistici, nel 2012 in Bergamo ha scelto due palazzi importanti del centro cittadino: la ex Casa Littoria e il Palazzo delle Poste e Telegrafi. Situati nel cuore della città commerciale e finanziaria, denunciano nella loro tipologia architettonica una lunga storia che molti oggi non conoscono, avendo nel tempo cambiato funzioni e destinazioni d’uso. Aprirli al pubblico significa far vedere con occhi nuovi e più attenti luoghi che fanno parte  della storia sociale e culturale, ma nello stesso tempo significa proporre una riflessione sull’uso della città, sulle scelte che si sono fatte per la sua trasformazione, sulle scelte che si faranno in futuro.
La Delegazione FAI di Bergamo e l’Ateneo di Scienze Lettere Arti, propongono un itinerario attraverso strade e palazzi del centro moderno per conoscere e riconoscere ciò che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi, ma che guardiamo troppo distrattamente.

Siamo abituati a raccontare la storia della città partendo dal passato per arrivare al presente, ma quando camminiamo per le strade è l’oggi che ci viene incontro, e la città che percorriamo ci sembra l’unica possibile.
In realtà è il frutto di scelte e di trasformazioni che l’hanno profondamente modificata e non è certamente l’ultima Bergamo, poiché ogni giorno cambia  di fronte ai nostri occhi distratti. Guardiamola dall’alto la Città Bassa, guardiamo il “centro”, quello che viene portato ad esempio dagli urbanisti, risultato di interventi che sono durati almeno un cinquantennio, interventi radicali resi possibili dall’epoca in cui sono stati decisi, scelte che oggi, sicuramente, avrebbero dato risultati diversi, vista l’attenzione nuova che si dà alla storia della città e della comunità.
Sfogliamo idealmente Bergamo, come se fosse un libro, e dall’oggi torniamo indietro a quel momento in cui il cambiamento è iniziato. Incontriamo spazi e luoghi diversi, personaggi e interpreti del “rinnovamento” (così allora veniva definito il progetto urbanistico che doveva investire lo spazio del centro), ritroviamo segni di un passato scomparso, ma senza nostalgie, senza pensare che ci sia stata l’età dell’oro, solo per conoscere e capire, magari per scegliere bene quello che tocca a noi.