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ITINERARI
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| Il volto di ogni città, che si trasforma e cambia nel tempo per le scelte e le esigenze dei suoi abitanti, è connotato in maniera particolare dalla presenza degli edifici di culto intorno ai quali si è aggregata e stretta la comunità. Anche Bergamo non si sottrae a questa regola: fin dai tempi della prima cristianità è cresciuto intorno alla cattedrale entro le mura, alla basilica extra moenia, alle chiese più antiche costruite sui colli ove posa la città vecchia, allungandosi poi verso il piano dove erano state erette altre chiese. Di queste presenze fondamentali per l’evoluzione della civiltà cittadina talvolta si è persa traccia o conoscenza, proprio per i cambiamenti che la storia ha imposto. Qualche chiesa è scomparsa, sostituita da edifici civili con funzioni lontane dalla religione e dal culto; qualche santo è stato declassato e la chiesa un tempo a lui dedicata ha trovato altri titolari. Nella tradizionale ricerca storica sulla città, indagine che caratterizza l’attività dell’Ateneo di Scienze, Lettere, Arti di Bergamo, sono stati tracciati molti percorsi legati ai luoghi dello spirito, allo spirito di questi luoghi. Chi sa oggi dove fosse la chiesa intitolata al cavaliere Giorgio proveniente dalla Cappadocia? Esiste ancora una via che porta il suo nome, ma quell’edificio d’angolo, seminascosto nel traffico d’incrocio tra via Paleocapa e via Quarenghi sfugge alla conoscenza dei più. | ||
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| Nella città, intesa come spazio organizzato, trovano espressione una pluralità di funzioni, che riusciamo a conoscere mediante la presenza di simboli civici che caratterizzano luoghi e territori urbani. Nella storia della città europea un ruolo fondamentale assume la presenza di strutture quali la fiera, all’inizio realtà d’interscambio locale, ma via via mezzo per rapporti internazionali. Quasi sempre le fiere si organizzano in spazi al di fuori delle cerchie urbane più antiche, nei pressi di importanti nodi viari che a loro volta si generano intorno ad esse. E diventano generatrici di città, perché intorno alle fiere nascono esigenze di accoglienza, di immagazzinamento, di stallaggio, di luoghi di ristoro, ma anche edifici religiosi che consentano agli operatori economici di non allontanarsi tropo dalle loro attività. Anche Bergamo, città doppia, tra monte e pianura, è espressione della duplicità, mantenendo nella zona collinare gli aspetti di urbs custode della storia antica, e nella zona che volge al piano un luogo apposito per la fiera di Sant’Alessandro. | ||
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La Giornata FAI
di Primavera che ogni anno rende possibile conoscere luoghi, monumenti, spazi
urbani e paesistici, nel 2012 in Bergamo ha scelto due palazzi importanti del
centro cittadino: la ex Casa Littoria e il Palazzo delle Poste e Telegrafi.
Situati nel cuore della città commerciale e finanziaria, denunciano nella loro
tipologia architettonica una lunga storia che molti oggi non conoscono, avendo
nel tempo cambiato funzioni e destinazioni d’uso. Aprirli al pubblico significa
far vedere con occhi nuovi e più attenti luoghi che fanno parte della storia sociale e culturale, ma nello
stesso tempo significa proporre una riflessione sull’uso della città, sulle
scelte che si sono fatte per la sua trasformazione, sulle scelte che si faranno
in futuro. | ||
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