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COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
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I diritti dell’uomo costituiscono la grammatica dello sviluppo, sono una dimensione del vivere comune, sono il motore della dialettica e del cambiamento sociale e il lievito della democrazia. La loro forza sta nel coniugare tutto ciò che di giusto e di buono ci si può attendere dall’agire sociale ma se spesso si invocano come soluzione di ogni difficoltà, difficilmente si accettano i presupposti e le implicazioni della loro effettività. Questo testo parte dai diritti dell’uomo per mostrare un nuovo approccio alla povertà e alla cooperazione internazionale, non più basato sulle risposte ai bisogni o sulla tamponatura dei problemi ma, ribaltando la prospettiva, sulla capacità di fornire risposte centrate sulla dignità della persona e delle popolazioni. | ||
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| La diversità culturale costituisce una delle fonti principali dello sviluppo inteso come mezzo per accedere a una condizione intellettuale, affettiva, morale e spirituale soddisfacente. Costruire sulle diversità è vivere una coscienza planetaria che influenzi profondamente la quotidianità di ognuno di noi, e considerare la nostra appartenenza ad un tessuto di interazioni estremamente vario e ricco. La tesi centrale del testo è costituita dal fatto che la diversità culturale deve essere considerata, rispettata e promossa come una risorsa inestimabile di ricchezza per tutte le persone e le comunità. Per ciò occorre ripensare le relazioni fra identità, società, educazione, capire quali sono i nuovi territori della cultura, immaginare contratti culturali diversi, vincere l’incertezza e la violenza omogeneizzante. È su questa base che il testo sviluppa una riflessione critica sulla diversità culturale in relazione agli assi di ricerca della pianificazione dell’educazione, del ruolo della scuola, del fenomeno delle migrazioni e dell’incrocio fra economia e pedagogia. Note sulle autrici: Elena Agosti, Irene Brundia, Lorena Moretti, Cristina Rossi frequentano il dottorato di ricerca in Scienze della cooperazione internazionale “Vittorino Chizzolini” presso l’Università degli Studi di Bergamo. La specificità del dottorato consiste nel valorizzare la dimensione internazionale delle ricerche sulla cooperazione allo sviluppo, in una prospettiva che consideri contemporaneamente il ruolo degli organismi sovranazionali, degli Stati e della società civile e ricostruisca una coerenza in grado di fondare un’azione politica non più compensativa ma di sostegno e promozione delle capacità e delle autonomie dei diversi popoli. | ||
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La governance
dei sistemi educativi è una delle questioni chiave per un’educazione di
qualità. Una buona governance implica
una migliore partecipazione delle parti coinvolte. Proprio in quest’ottica è
stato sviluppato il progetto europeo IPPE (Indicatori di partecipazione dei
genitori nell’insegnamento obbligatorio). | ||
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L’attuale clima di revisione rispetto alle politiche educative adottate a livello mondiale ha riaperto il dibattito sulle metodologie a disposizione per gestire il cambiamento nel campo dell’educazione e, tra di esse, su uno strumento largamente utilizzato da parte dei governi e degli organismi internazionali: la pianificazione dell’educazione. A seguito di anni di scetticismo sui suoi risultati, oggi la pianificazione dell’educazione è re-interpretata alla luce delle nuove spinte globali e locali, per divenire strumento flessibile nelle mani di una molteplicità d’attori prima non immaginata. Parlare di pianificazione significa ora parlare di un processo di concertazione sulle politiche educative da perseguire in un dato Paese. La pianificazione non è più compito esclusivo del governo o di un numero ristretto di specialisti e ciò impone una riorganizzazione della responsabilità dello Stato, che non deve abdicare alla propria autorità ma esercitarla in maniera condivisa con gli attori coinvolti nel processo educativo. Lorena Moretti, laureata in filosofia, è dottoranda in Scienze della Cooperazione Internazionale presso l’Università degli Studi di Bergamo. Si occupa di politiche educative e cooperazione internazionale in America Latina. E’ stata volontaria internazionale in Bolivia. | ||
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