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CINEMA E TEATRO

A scena aperta: Percorsi teatrali dagli archetipi rituali al linguaggio della modernità  Benvenuto Cuminetti
A scena aperta: Percorsi teatrali dagli archetipi rituali al linguaggio della modernità 
2002
ISBN: 978-88-87445-22-0
  • Libro: 20.00€
“Tutto ha inizio dall’incanto verbale delle battute. […] Tutto il resto è letteratura”. Così Louis Jouvet, da una citazione di Benvenuto Cuminetti.
Queste pagine, che c’invitano a ripensare la storia del teatro, origini, genesi e significati, che s’interrogano sullo statuto e l’arte dell’attore, che riflettono, infine, su aspetti salienti del rapporto tra il teatro e l’universo letterario, propongono un itinerario esemplare sulla linea di ricerca di Mario Apollonio, dei “saperi senza confini”, per misurare la dignità e il primato dell’esperienza teatrale nei processi educativi e nella lunga storia in cui le istanze e le forti provocazioni estetiche del teatro sono strumento di conoscenza e ricerca di “senso”.

Film Time 2<br>Esperienze temporali della visione<br>  Stefano Ghislotti
Film Time 2
Esperienze temporali della visione
 
2017
ISBN: 978-88-6642-277-8
Prodotto fuori catalogo.
Prego contattare staff


Film Time<br>Le dimensioni temporali della visione<br>  Stefano Ghislotti
Film Time
Le dimensioni temporali della visione
 
2012
ISBN: 978-88-6642-099-6
  • Libro: 14.00€
Dal punto di vista della visione del film, la questione del tempo apre un vasto ambito di riflessione e di analisi, e si pone come aspetto costitutivo che investe la tecnica cinematografica, la forma narrativa, la partecipazione e il coinvolgimento del pubblico. La visione si svolge nel tempo, la durata del film è stabilita, ma le dimensioni temporali che si aprono alla percezione sono molteplici: la tecnica cinematografica permette di cat­turare il tempo, di renderlo replicabile e reversibile, di condensarne o espanderne la durata; nel film il tempo delle immagini fa da tramite tra il tempo delle azioni filmate e il tempo della fruizione dando origine a un tempo composito, fatto di durate reali e di durate immaginarie. L’im­pressione soggettiva di durata e il senso di un tempo denso o rarefatto sono dimensioni che il film suggerisce o rappresenta. Dalla percezione del movimento alla capacità di riconoscere una successione, da quella di comprendere un nesso causale fino alla capacità previsionale e alla comprensione di aspetti impliciti a una serie di segni temporali: il film sollecita le nostre capacità mentali e dà per scontato il nostro coinvolgimento cognitivo. Il senso del tempo può costituire così una risorsa drammaturgica in film che lo rendono percepibile creando stati di attesa, di curiosità, di timore. Questa drammaturgia temporale viene studiata attraverso alcuni casi esemplari del cinema classico e del cinema contemporaneo. Il libro si propone così come invito a conoscere e ad approfondire una materia affascinante, che parte da un’idea, quella di tempo, nata per necessità pratiche ma evoluta fino a diventare uno dei tratti caratteristici del pensiero umano.

Il <i>dilavato e graffiato</i> schermo di Alessandro Manzoni<br>  Antonella Brancaccio
Il dilavato e graffiato schermo di Alessandro Manzoni
 
2016
ISBN: 978-88-6642-223-5
  • Libro: 18.00€

Con Il “dilavato e graffiato schermo” di Alessandro Manzoni, Antonella Brancaccio compie un’originale ricognizione storica e critica sulle metamorfosi cine-televisive dei Promessi Sposi, partendo da una più diretta considerazione sul rilievo che la dimensione visiva assume all’interno del romanzo, sia nei suoi svolgimenti descrittivi che nei suoi sviluppi linguistici e stilistici, sia nella proiezione figurativa data dalle xilografie di Francesco Gonin per l’edizione illustrata del 1840. Tenendo conto dell’attenzione che la critica più recente ha rivolto alle vignette della Quarantana, l’indagine di Antonella Brancaccio neapprofondisce la gestualità e il carattere scenico,rivelando una vera e propria disposizione “registica” dello scrittore in rapporto all’illustratore.Questa sezione preliminare, ma essenziale per l’evidenza che dà alla prospettiva più specificamente letteraria, si confronta problematicamente con la riflessione teorica sviluppatasi nel Novecento sugli effetti dello sguardo e sul rapporto tra parola e visione.
Che si tratti di tentativi per il piccolo o grande schermo o, ancora, di progetti incompiuti,Antonella Brancaccio si sofferma sui vari rimaneggiamenti,ricostruendone di volta in volta le vicende produttive, le scelte d’impostazione, le reazioni del pubblico e della critica. A ciòaggiunge un ampio assortimento iconografico, frutto di un diretto esame di tutto l’ampio materiale disponibile, che conduce a verificare le continuità e le sfasature della resa visiva, il modo vario di lavorare dentro l’“archivio” figurativo definito nella prima sezione del lavoro.
Il “dilavato e graffiato” schermo di Alessandro Manzoni scrive, insomma,un capitolo fondamentale di storia della ricezione, esplorando un immaginario popolare e nazional-popolare al quale il romanzonon cessa, suo malgrado, di essere sacrificato.






Il cinema nella scrittura  Benvenuto Cuminetti, Stefano Ghislotti (a cura di)
Il cinema nella scrittura 
2000
ISBN: 978-88-87445-06-0
  • Libro: 15.50€
Il rapporto con la letteratura, e più in generale con il testo scritto, costituisce per il cinema un elemento costante, dall’epoca dell’invenzione fino ad oggi. Ma rispetto alla scrittura il cinema manifesta una fondamentale alterità: la presenza dell’immagine e la sua concretezza si contrappongono nettamente alla linearità verbale. Ciò ha costituito oggetto di riflessione per scrittori e intellettuali, che hanno valutato l’impatto estetico del cinema in relazione alla letteratura, al teatro, alle arti visive. Riflettere oggi sul cinema nella scrittura significa rovesciare i termini tradizionali del confronto, superando pregiudizi estetici e assolutismi di parte per mettere a fuoco punti di contatto e occasioni di incontro.

Marchi d’autore: Percorsi nel postmoderno  Barbara Grespi
Marchi d’autore: Percorsi nel postmoderno 
2000
ISBN: 978-88-87445-07-7
  • Libro: 11.90€
La rinascita di Hollywood, nella sua nuova, compatta veste industriale, assegna al regista ‘autore’ un ruolo del tutto inedito nello scenario culturale contemporaneo. La negoziazione fra esigenze artistiche e industriali ha lasciato il posto a una fitta reti di rapporti ambigui – ma apparentemente idilliaci – fra registi e macchine produttive. Il saggio ripercorre il dibattito sull’autorialità interpretando l’autore hollywoodiano come un costrutto definito dall’intersezione di due discorsi principali: il marketing del regista superstar e il dibattito critico sulle opere. Prendono forma tre versioni dell’autore postmoderno: il marchio (Woody Allen), l’evento (Francis Coppola), il culto (Tim Burton).

Percorsi drammaturgici e teatrali  Graziella Cuminetti Dolli, Anna Maria Testaverde (a cura di)
Percorsi drammaturgici e teatrali 
2004
ISBN: 978-88-87445-79-4
  • Libro: 16.00€
Gli atti del convegno “Percorsi attraverso esperienze drammaturgiche e teatrali - in ricordo di Benvenuto Cuminetti” ricordano la figura e l’attività dell’illustre docente dell’Ateneo di Bergamo. Nei saggi contenuti si delinea la sua concezione di teatro intesa come espressione etica di un rituale collettivo. Le linee operative dei suoi interventi come amministratore pubblico e consulente artistico del Teatro Donizetti di Bergamo, si rilevano nelle riflessioni sul suo ruolo di educatore e di animatore, in cui emerge l’idea secondo la quale l’esperienza teatrale sia lo stimolante strumento di formazione e di educazione da articolare con interventi destinati alla diffusione della cultura.

Repetita iuvant<BR>Mnemotecniche del film narrativo  Stefano Ghislotti
Repetita iuvant
Mnemotecniche del film narrativo
 
2008
ISBN: 978-88-95184-58-6
  • Libro: 13.00€
La memoria degli spettatori è un luogo in cui la realtà rappresentata dai film trova attualizzazione e sviluppo. Per la sua stessa natura di rappresentazione di eventi che si manifestano nel tempo, il film deve presupporre la memoria e le capacità cognitive di chi guarda, e si fonda sulla integrazione mentale offerta durante la visione. Gli spettatori intervengono a colmare i vuoti del racconto e a motivare la vicenda, e gli stessi personaggi sono simulati da processi mentali che ne attualizzano pensieri, sentimenti ed emozioni, e che conferiscono esistenza e carattere alle ombre e alle voci sullo schermo. In breve, la realtà del film si forma nella memoria del pubblico. Per questi motivi è possibile pensare i film come dispositivi mnemonici: nel corso della visione lo spettatore nella sala buia non ha riferimenti che le proprie capacità mentali, e la forma del film si attaglia alle caratteristiche, ai punti di forza e ai punti deboli della memoria. È caratteristica dei film infatti la reiterazione di diversi elementi, da quelli essenziali per la coerenza della narrazione, personaggi e luoghi, a quelli specifici della storia raccontata, la cui ripetizione stimola il confronto e induce la comprensione di stati successivi della vicenda. In questo senso i film possono essere studiati come delle mnemotecniche: metodi di organizzazione delle informazioni che favoriscono l’attenzione e la memorizzazione. Esse permettono di sollecitare il pubblico a notare determinati elementi, per poterli ricordare e confrontare in seguito quando necessario. Il libro affronta questi aspetti attraverso l’analisi di film, prendendo in esame le configurazioni formali più significative per la prospettiva adottata.

Riflessi interiori: Il film nella mente dello spettatore  Stefano Ghislotti
Riflessi interiori: Il film nella mente dello spettatore 
2003
ISBN: 978-88-87445-40-4
  • Libro: 15.00€
Lo studio del film ha assunto da una ventina d’anni una prospettiva orientata verso lo spettatore. Recentemente si è fatto strada un nuovo paradigma, che riguarda lo studio delle operazioni mentali che lo spettatore compie a partire dai dati che il film presenta. Ciò avviene seguendo la prospettiva delle scienze cognitive, i Cognitive Studies, che elaborano teorie e modelli per spiegare i processi di funzionamento della mente umana. Grazie a questi modelli diviene possibile investigare molti aspetti considerati sempre basilari, ma tradizionalmente poco frequentati: dalla percezione delle immagini in movimento, alle rappresentazioni mentali, alla comprensione narrativa, alle emozioni che lo spettatore prova nel corso della visione.

“Prime attrici e primi attori”. Storie di attori lombardi fra Settecento e Ottocento  Anna Maria Testaverde (a cura di)
“Prime attrici e primi attori”. Storie di attori lombardi fra Settecento e Ottocento 
2007
ISBN: 978-88-9518-42-03
  • Libro: 13.00€
È possibile individuare un fil rouge drammaturgico nella provenienza geografica degli attori, una caratterizzazione dipendente dalla provenienza dell’interprete? Le connotazioni dei tipi fissi dell’Arte suscitano inquietanti sospetti ancora da sottoporre a indagine storiografica. L’analisi delle informazioni qui raccolte, riguardanti le storie d’attori lombardi tra Settecento e Ottocento, sembrerebbe suscitare questa provocatoria domanda. Nella maggioranza delle vicende biografiche ed artistiche è infatti curioso rilevare un comune denominatore che li ha visti nel Settecento per lo più nei ruoli di “amorosi”, per distinguersi poi, nel corso dell’Ottocento, come “prime attrici” o “primi attori”. Il primario intento del presente volume resta comunque l’individuazione di percorsi di ricerca futuri, per delineare il fondamentale contributo degli interpreti e delle compagnie nelle interrelazioni con l’organizzazione economica e gli eventi politici della storia italiana ed europea.