| L’iconografia popolare russa rappresenta elementi satirici, folclorici, epici, dell’aneddotica e della narrativa, e costituisce materiale prezioso e di straordinaria ricchezza per la conoscenza e l’approfondimento della cultura russa sei-settecentesca. Nel quadretto popolare emerge il continuo, fruttuoso interscambio con le varie forme del teatro, ma anche il rapporto dialettico fra ricezione ed elaborazione originale di quanto giungeva tra il XVII e XVIII secolo nella Slavia orientale, da poco apertasi alle influenze dell’Occidente. |
| Sulle orme di Gogol’ e Leskov, Tolstoj, Cˇechov e Dostoevskij ci si inoltra nella provincia russa come in un paese sconosciuto, popolato di “anime morte”, mercanti, Vecchi Credenti, monaci, militari di stanza sempre pronti ai duelli e al gioco d’azzardo. Domina il senso del remoto, l’atmosfera uggiosa di luoghi dispersi nell’immenso spazio russo (prostor), di una periferia estrema. Ma, inaspettatamente, il quadro si può ribaltare e la provincia appare dinamica, positiva, illuminata dalle figure dei “giusti”. “Difficile definire il concetto di provincia letteraria”, afferma l’autore, poiché la sua immagine è sfaccettata, mobile e mai definitiva. |