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| Il volume illustra attraverso fotografie, testimonianze e saggi i cambiamenti avvenuti nelle città tedesche, soprattutto orientali, dopo la caduta del Muro. La cortina di ferro è crollata solo esteriormente, mentre si rivela tenace nel tempo la cortina invisibile, frutto di comportamenti economici, ideologici, linguistici, culturali, che ancora separa l’Est e l’Ovest della Germania. Le mutazioni avvenute nello spazio urbano riflettono i percorsi della coscienza individuale e collettiva di fronte all’incalzare della Storia. |
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a cura di Eva Banchelli e Maria Grazia Cammarota Le vite del testo 2009 ISBN: 978-88-95184-90-6 |
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Gli studi interdisciplinari raccolti in questo volume sono dedicati a Maria Vittoria Molinari, al suo magistero nella filologia germanica, ma anche alla sua capacità di stimolare un dialogo produttivo tra saperi, linguaggil, strumenti teorici ed approcci metodologici diversi. Alla base di questa possibilità d'incrocio e di scambio sta una concezione profondamente etica ed educativa del testo, nella quale si riconoscono tutti gli autori dei saggi qui proposti, dove si affrontano i problemi connessi con la trasposizione filmica, la rielaborazione e la riscrittura romanzesca, la traduzione, la reinterpretazione psicanalitica e lo scavo ermeneutico nella "duttile versatilità" del testo per portarne alla luce il carattere mobile, instabile, in divenire, nel contatto con le successive epoche storiche e con il mutare degli scenari culturali.
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| Il termine tedesco Ostalgie, celebrato come ‘parola dell’anno’ nel 1993, connota un fenomeno vasto, quello del rimpianto per determinati aspetti della vita nello scomparso mondo del socialismo reale, che ha varcato i confini della Germania e interessa numerosi paesi dell’Europa centro-orientale. Il volume raccoglie i contributi di studiosi di diverse aree disciplinari, dalla germanistica, alla slavistica, alla linguistica, alla semiotica culturale per indagare criticamente le molteplici sfaccettature di quella che appare, al di là dei diversi contesti in cui si manifesta, come una nuova forma di pratica della memoria collettiva, una risposta alla troppo rapida cancellazione delle tracce di un passato ancora tutto da rielaborare. |
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