L’Atlante storico del mondo antico propone 16 tavole a colori disegnate da Albert van Kampen. Questo atlante, che presenta una minuziosa introduzione curata dalla Professoressa Giampiera Arrigoni ( professore di Religioni del mondo classico all'Università Statale di Milano), è un utile strumento conoscitivo oltre che un valido supporto per chiunque si approcci allo studio del mondo antico. Il formato stesso del volume, e la nitidezza delle cartine consentono un’ottima consultazione rendendo questa pubblicazione unica.
Contiene le seguenti mappe:
- Palaestina
- Regnum assyrium. Coloniae graecae
- Aegyptus
- Regni persici pars occidentalis
- Regni persici pars orientalis
- Craecia
- Athenae
- Maris aegaei litora.
- Regna diadochorum
- Italia superior
- Italia inferior
- Imperium romanum
- Roma imperatoria.
- Mare internum. Pars occidentalis
- Mare internum pars orientalis
- Gallia
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Lo studio della religione romana solleva numerosi problemi. Al di là della somiglianza dei termin religiosi, ancora in vigore ai giorni nostri, esistono differenze fondamentali di senso e di interpretazione. D'altronde il termine stesso "Romani" si riferisce a realtà molto diverse secondo l'epoca, il luogo, lo status di ogni individuo. Dunque non si può parlare globalmente di una religione romana e si è scelto qui di intendere con "Romani" tutti i cittadini romani e i loro dipendenti viventi a Roma e in città romae. Dopo una prima parte metodologica, dedicata alle caratteristiche essenziali della religione, il libro presenta i luoghi e i riti, scanditi da un'organizzazione complessa del tempo. Quindi si occupa dei servizi religiosi, sacrifici e divinazione. Infine, dopo la presentazione degli attori, la quinta parte pone il problema dell'esegesi nella religione romana. Alcuni testi illustrano questo studio che l'Autore ha voluto strutturale piuttosto che cronologico. Una tavola degli avvenimenti significativi a partire dalla Repubblica fino all'Impero romano, una bibliografia, un glossario e un indice danno al lettore gli strumenti di lavoro necessari alla comprensione.
John Scheid è professore di Religion, Institutions et Société de la Rome antique al Collège de France
Giampiera Arrigoni è professore ordinario di religioni del Mondo Classico all'Università Statale di Milano
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Quando nel 1952
uscì l’edizione degli Scholia all’Edipo a Colono, Vittorio de Marco (Napoli
1899-Roma 1988) era già noto come lo scopritore della familia Romana dei codici
di Sofocle e degli Scholia relativi. Grazie anche a due importanti articoli di
de Marco del 1936 e del 1937, poi sovente utilizzati negli studi sofoclei, tale
scoperta aprì un filone di indagini nuove. L’edizione degli
Scholia O.C. era praticamente uscita in contemporanea con altri corposi
articoli di de Marco riguardanti sia gli Scholia che il testo della tragedia
sofoclea, e non era sfuggita ai maggiori filologi dell’epoca, che li
consideravano lavori interessanti per tutto il testo di Sofocle “in stretta
relazione” con le idee di Turyn sulla tradizione manoscritta delle tragedie
sofoclee. Dopo l’edizione
del 1952, de Marco ritornò sugli Scholia O.C. con due articoli esemplari.
Lasciato l’insegnamento nell’autunno del 1969, in prossimità del suo servizio
fuori ruolo all’Università Statale di Milano, si riproponeva di tornare
sull’edizione degli Scholia O.C. del 1952 (specie sulla Praefatio), ma
gradualmente il suo interesse si spostò su Omero, un lavoro di grande lena che
lo tenne occupato fino alla sua morte, ossia gli Scholia Minora [D] in Homeri
Iliadem, un enorme e pazientissimo lavoro giunto fino al libro XVII e rimasto
inedito.
Lo scopo di
questa ristampa non è solo quello di rimettere in circolazione un testo
ricercatissimo sul mercato antiquario, spesso assente da molte biblioteche
universitarie (compresa quella della mia Università). L’intento è
anche quello di offrire una raccolta di Scholia notoriamente molto importanti
sia per la storia letteraria che per la storia della religione greca: basterà
dare uno sguardo all’Index Auctorum fornito da de Marco alle pp. 69-70.
Notevole interesse rivestono le citazioni di Omero, ma anche di epici, lirici,
tragici, comici e poeti ellenistici (Callimaco, Euforione). Il terzo intento
di questa ristampa è quello di attirare l’attenzione su testi che, in
particolare per l’Edipo a Colono, sono stati valutati principalmente come
ancillari alla tragedia sofoclea e come testi stratificati, a loro volta
ispiratori della tradizione lessicografica. Oggi gli Scholia sofoclei vengono
studiati anche come testimoninza dell’esegesi antica e delle sue categorie
interpretative ed estetiche, oltre che relativamente ai vari “commentatori”. Lo
scopo è di mettere in luce le abitudini e le preoccupazioni dei lettori
antichi, e non più solo la ricostruzione ‘archeologica’ dei diversi strati, in
vista sia di una imprescindibile storia della filologia che di una storia della
ricezione. Da ultimo un omaggio alla grande cultura di de
Marco, quale traspare sia dallo Zwischenapparat coi loci paralleli che
dall’apparato delle varianti. Per la sua edizione degli Scholia O.C. egli
attinse alle sue vaste letture al punto di citare non solo – come ci si
attenderebbe – congetture e correzioni di filologi, ma anche di storici della
religione e mitologia greca dell’Ottocento e del Novecento, di epigrafisti e
numismatici. Il che illustra molto bene la sua idea di filologia globale, di
stampo ottocentesco. Non stupisce che questi apparati, unitamente agli Indici,
abbiano ispirato editori e commentatori moderni non solo dell’Edipo a Colono,
ma anche di autori tràditi da questi Scholia
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