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Le avventure di Pinocchio rilette in chiave dialettale. Numerose sono le somiglianze fra il famoso burattino di legno e il Gioppino bergamasco; entrambi apparentemente sciocchi, dotati di una “testa di legno” tanto reale quanto metaforica, di modesta estrazione sociale e governati da una fame atavica, tuttavia alla ricerca di una rivalsa. Il Pinocchio toscano assume i connotati e la lingua del Gioppino bergamasco grazie a Giusi Bonacina, che trascina il lettore tra vicoli e piazze della bella città orobica.
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Il poemetto narra la storia del Miracolo della lacrimazione della Vergine avvenuto a Treviglio il 28 febbraio 1522, allorchè il generale francese Odetto di Foix visconte di Lautrec, impegnato contro l’esercito imperiale, aveva deciso di distruggere Treviglio, per l’atteggiamento sostanzialmente ostile del borgo nei suoi confronti e per offese alle sue truppe. Lautrec, che già aveva occupato Treviglio, desistette dalla vendetta a motivo di un avvenimento straordinario come fu quello della lacrimazione della Vergine, raffigurata, con il Bambino in grembo, in un affresco quattrocentesco del monastero delle Agostiniane, nella cui chiesa si erano rifugiati molti trevigliesi. Il lettore accorto noterà che lo scrittore ha deciso di omaggiare molti abitanti (attuali) di Treviglio inserendoli come protagonisti nel poemetto. Il libro, scritto in dialetto trevigliese, presenta la traduzione a fronte, oltre a un utile corpus di note per agevolare la lettura.
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La biografia di Vinicio Chiari è un’autobiografia iniziata diversi anni fa sullo slancio non solo di ricordi ma con la voglia di valorizzare, nella sua normalità, una storia, la sua storia. La sua autobiografia è anche il desiderio di celebrare il lavoro come fatica, soddisfazione e riconoscimento di una persona che in fondo, “si è fatta da sé”. Il lavoro, il legame alla città natale e la passione per l’arte, sempre accompagnati dagli affetti familiari, sono i protagonisti di questo scritto. Vi è anche il desiderio di descrivere in modo semplice, piano e scorrevole, come le giornate e le vicende, a volte difficili, a volte complesse, comunque stanno insieme, unendo, affetti, ricordi, passioni, incontri e tutto ciò che nella vita accade. |
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Se c'è un posto privilegiato, un osservatorio straordinario per capire la vita quotidiana in tutte le sue incredibili sfaccettature, questo è il bar, oasi quotidiana di un attimo o rifugio di ore di giovani e vecchi, di uomini e donne. E chi lo guida è, diconsegenza, la vedetta dei fatti della nostra esistenza, piccoli e grandi che siano. L'autrice ha deciso di scrivere questo libro dopo aver gestito il suo bar per dieci anni, un tempo sufficientemente ampio per osservare le vicende della vita - nel bene e nel male - dall'altra parte del bancone.
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Giandomenico Sonzogni è nato a San Giovanni Bianco (Bergamo) nel 1932. Da oltre trent'anni abita a Mozzo dopo esser "venuto giù con la piena del Brembo". Sposato con Lucia, ha quattro figli e nove nipoti. Dopo essere andato in pensione si dedica ad opere di volontariato e scrive ricordi del tempo passato su un soggetto fisso: la montagna, della quale è un vero innamorato. Nei suoi scritti esprime una vera "dichiarazione d'amore" per la sua baita e la "sua" valle. Ma ancor di più un canto di gioia alla Famiglia e all'amicizia, un inno di felicità alla vita ed al crato! |
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| Diomede di Argo fu vincitore di Troia. Caro amico di Odisseo ha legato il suo nome a mirabolanti vicende di guerra. Tornato dalla Troade lasciò la Grecia per vivere, fondando numerosi insediamenti, tra le Isole Tremiti e il Gargano. La sua morte originò il mito delle diomedee, le procellarie che nelle notti senza luna piangono sul mare delle Tremiti il re di Argo. Questo romanzo, appellandosi ai flebili racconti del mito, ricostruisce la sua vicenda in una vibrante narrazione nel solco del romanzo storico e d’avventura. |
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| Durante la trascrizione dei numerosi appunti e diari di Don Bepo è nato un colloquio amorevole tra nipote e zio dal quale emerge la spiritualità che ha caratterizzato tutta la sua vita e la sua opera di carità continua. |
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Gabriella Baldari, Massimo Perrone, Roberta Tadé, Alice Tebaldi Fiabe sotto sopra 2012 ISBN: 978-88-6642-057-6 |
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Perché un terribile lupo bussa la
notte alla porta di una bambina?
Siamo sicuri che voglia
proprio mangiarla?
E sarà vero che tutti i
bambini sono coraggiosi?
E cosa succede alla lunga
proboscide di un elefantino bugiardo?
Fiabe sottosopra, per
raccontare nuove storie e mettere sottosopra vecchie idee. Ma soprattutto per
aiutare chi legge a vederci chiaro, e scoprire che tutti hanno paure e
disavventure, ma possono sempre imparare a cavarsela!
"Secondo noi le fiabe servono soprattutto alla
formazione della mente: di una mente aperta in tutte le direzioni del
possibile."
Gianni Rodari
Queste tre fiabe sono le
vincitrici della prima edizione del concorso letterario “Fiabe in alto mare”,
organizzato da Sestante Edizioni, e sono state scelte fra le tantissime
arrivate in redazione. Eravamo alla ricerca di fiabe educative che, con un
linguaggio semplice e fantastico, parlassero ai bambini delle piccole avventure
di tutti i giorni e di temi di attualità.
Gabriella Baldari è una mamma giramondo. È nata a Roma nel 1959, ha
studiato in America, Russia, Inghilterra e ha vissuto in tantissimi posti
d’Italia, facendo l’insegnante e la guida turistica per ragazzi. Ha cresciuto
due figli e superato una grave malattia. Ora legge, scrive favole e dipinge, ma
soprattutto coccola un piccolo lenzuolino nero, che tiene al sicuro sotto il
letto.
Massimo Perrone
è nato nel 1964 e lavora da sempre come educatore e animatore per bambini e
ragazzi. Oggi è direttore di un centro professionale, ma a casa, dopo il
lavoro, ama sognare e scrivere storie e racconti dedicati ai più piccoli.
Roberta Tadé è nata nel 1974. E’ mamma di un bimbo di tre anni.
Appassionata di racconti, ha scritto Elefantocchio per il fratello Mauro
quando era piccolo e, grazie al concorso, adesso la sua fiaba ha una seconda
vita.
Alice
Tebaldi, nata nel 1981, è una
creativa e, come tutti i creativi, aspira a rendere reali i frutti della sua
immaginazione. Da sempre ha un debole per la grafica, e infatti si laurea in
disegno industriale al Politecnico di Milano nel 2006, dopo aver studiato
alla Bauhaus-University di Weimar, in Germania. Dal 2004 si dedica alla
costruzione del suo mondo, fatto di oggetti, video e illustrazioni, e spera che
in futuro le sue grafiche e i suoi progetti diventino ispirazione per tanti
altri piccoli creativi, perchè “il
bambino di oggi è l’uomo di domani” (Bruno Munari).
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Un trapianto, un trapianto di cuore in particolare, porta sulla soglia. Anzitutto sulla soglia della resistenza e della funzionalità fisica elementare, del sentire il limite. Ma anche su una nuova soglia conduce il trapianto: dove apprendere a sapere soffrire e a sapere sperare ancora, ad affidarsi in mani d’altri, e confidare nella loro cura e nella loro comprensione. La soglia del tornare a nascere. Questo racconto riporta al cuore di quei passaggi della vita nei quali ci si ritrova e quasi ci si perde, nei quali si rivedono da capo le relazioni, i significati e i valori perché sono stati messi in gioco, messi a prova quasi fino al limite estremo. Semplicemente vi si legge che la vita nasce, che le donne e gli uomini, come con mirabile delicatezza scrive Hannah Arendt, “sono fatti per cominciare non per finire”, per coltivare e seminare, per attendere al nuovo, per sperare quando resta solo la speranza nuda nell’incertezza estrema.
GUERRIERO ALONGI
Nasco nel1948 a Fermo nelle Marche. A 19 anni mi trasferisco a Milano. Lavoro presso diverse società private in ambiti professionali e con responsabilità sempre crescenti.
Concludo la mia vita professionale nel 2005 come dirigente di una multinazionale. Ora vivo a Colturano un paesino tra Lodi e Milano. A 33 anni scopro di avere una cardiomiopatia dilatativa che tuttavia non mi impedisce di vivere una vita “normale”. Nel 2004, improvviso e inaspettato il crollo. Scompensi cardiaci, ricoveri, terapie farmacologiche sempre più aggressive fino al trapianto di cuore. In una notte magica tra l’11 e il 12 dicembre 2006, un cuore nuovo comincia a battere nel mio torace accanto al mio e, insieme, forti e gioiosi vivono una nuova vita. E io con loro!
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Per chi non abita o non frequenta la pianura lombarda, è difficile immaginare la sorprendente ricchezza di ambienti e di paesaggi che si susseguono in questa fascia di territorio. Ci si aspettano orizzonti piatti, coltivazioni, fiumi gonfi d’acque tranquille, silenziosi e identici uno all’altro, qualche piccolo bosco, villaggi e capannoni… La realtà invece ci racconta un mondo variegato e questa raccolta di scorci vuole essere un invito a scoprirne il fascino: grandi estensioni di campi coltivati ad elevata meccanizzazione si alternano a lembi superstiti di foreste di altri tempi, ampi tratti fluviali a placido scorrere e con rive sabbiose a canyon profondamente incisi nella roccia, borghi fuori dal tempo ad aree intensamente antropizzate. Ma non è tutto: ci sono alcune remote e preziosissime aree, le zone umide, dove con lungimiranza si preservano gli ecosistemi selvaggi e delicatissimi delle paludi, insostituibili polmoni del territorio, oasi per la vegetazione e l’avifauna, i mammiferi, gli anfibi e gli invertebrati.
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Bergamo ha un volto antico, mani operose e passo meditativo. Equilibrio prezioso di azione e pensiero. Bergamo ha due cuori: quello che pulsa nella città bassa e quello che riposa nella città alta. L'affanno e la quiete, sistole e diastole. Doppia protezione per una salute di ferro. A volte le cose note si danno per scontate, come la propria città. Ecco che il bello viene sempre posto lontano, altrove rispetto a dove si vive. Eppure… eppure anche Bergamo ha nuovi scorci da scoprire, da conoscere, e in una bella giornata di sole può farsi ammirare al pari delle importanti capitali. Una guida formato tascabile, da portare con noi durante un giro primaverile, per conoscere e riconoscere la nostra città attraverso i disegni, le storie che l’hanno popolata. Occorre semplicemente lasciarsi guidare per vie magari percorse altre volte, ma con occhi nuovi e un incedere meno frettoloso. |
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Il medico di notti di guardia prosegue le sue “indagini” in terapia intensiva, sempre attento a ricostruire le storie che conducono i suoi pazienti in ospedale. Ma questa volta tutto si complica perché il paziente in cura, Samy, un ragazzo che viene dall’Africa, ha un passato scomodo e pare appartenere a due mondi: quello della propria famiglia, legata a tradizioni e riti lontani e quello dei propri amici e amori.
La storia inizia la vigilia della notte di San Giovanni, in una città percorsa da feste convenzionali e celebrazioni pagane, dove magia e incanto sembrano stravolgere lo scorrere regolare del tempo e i confini dei giorni perdono consistenza. In questa dimensione sospesa tra l’alba e il tramonto possiamo trovare il protagonista al letto di un paziente, oppure seduto in cima ad una collina a porsi domande senza risposta, o tra le braccia di una misteriosa ragazza. E tra le maglie della storia finalmente anche i dettagli della sua vita: decisioni prese e subite, una madre, una donna lontana.
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Nella metà dell’Ottocento, nel regno del Lombardo Veneto, sotto dominio austriaco, la contessa Sofia Stocchetti, giovane vedova del marchese di Bluerose, Lucas Levin, aspetta con ansia l’arrivo del migliore amico del marito, così da potergli raccontare che la morte di Lucas non le sembra così accidentale come le autorità le hanno detto. Dal canto suo Alexander Sinclair, duca di Glanveel giunge nella remota contea degli Stocchetti con tre motivi precisi: conoscere la vedova di Lucas e proteggerla; visitare la tomba del suo amico; trovare e se necessario ammazzare il bastardo che lo ha ucciso.
Mentre, sullo sfondo, nei nobili italiani serpeggia il malcontento per il potere asburgico e un astuto serial killer semina la morte, Alexander e Sofia saranno travolti da intrighi, passioni ed emozioni intense, fino all’imprevedibile finale.
Silvia Fedriga è nata nel 1971 a Breno, paese della Valle Camonica in provincia di brescia. Nel 1995 si trasferisce in un piccolo villaggio della Valle Cavallina, sulle sponde del lago di Endine. Accanita lettrice di romanzi di goni genere, coltivava da qualche tempo il sogno di scriverne uno. Dopo due anni di lavoro porta a compimento il suo primo romanzo dal titolo “Il travestimento del diavolo”.
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Sguardo Lucente è una piccola squaw che vive in una riserva,
lontano dai prati e ruscelli della terra dove è cresciuta. Quando la nostalgia
diventa troppo forte l’unica cosa che sembra fermarla è mangiare, mangiare
tutto quello che trova. Anche Aurora viene da un paese lontano lontano. Il maestro Giovanni
ha capito che, per aiutarla a sentirsi a casa, deve insegnarle a raccogliere i
suoi ricordi, come fanno gli indiani la sera attorno al fuoco e allora racconta
la storia di Sguardo Lucente.
Lucia Naldi è un “grande saggio”. Forse qualche piccolo indiano ha
già sentito altre avventure del maestro Giovanni, che Lucia ama raccontare. Il
suo lavoro è aiutare i piccoli indiani di tutte le tribù, attraverso giochi e
racconti, a parlare di loro e a capire il mondo.
Ai
bambini sradicati dai luoghi d’origine, dai riferimenti a loro familiari,
vengono sempre più spesso richiesti continui adattamenti. Perdere
i propri ricordi equivale a perdere sé stessi, poiché le tracce di quello che
abbiamo vissuto
rimangono in noi. Il
maestro Giovanni in questo nuovo racconto ci invita a ritrovare i fili che
compongono la tela della vita, creando un nostro personale
“acchiappanostalgia”.
Lucia
Naldi da 35 anni si occupa di bambini, svolgendo la propria attività
nell’ambito della terapia psicomotoria nel servizio pubblico. Con Sestante
Edizioni ha pubblicato nel 2011 La tribù dei contrari.
“Tutti soffrono all’idea di scomparire senza essere visti
né uditi in un universo indifferente e per questo vogliono, finché sono in tempo,
trasformare se stessi nel proprio universo di parole…” (Kundera)
Il
filosofo Bauman ha inventato la felice definizione di “vita liquida”
descrivendo la società attuale, in cui è fondamentale adattarsi al gruppo,
omologarsi, pena l’emarginazione. Si
vive di corsa, inseguendo continuamente qualcosa, spesso senza avere chiara la
meta. I
bambini sono la parte fragile della società, costretti a continui adattamenti,
che li costringono a confrontarsi con un mondo adulto che li vuole assimilare,
senza lasciare loro il tempo di godere pienamente l’infanzia. Sono
a volte sradicati dai luoghi di origine, dai riferimenti familiari, che
rimangono nel cuore e sono rimpianti, inespresse lacrime dell’anima. Diventa
così sempre più importante insegnare ai bambini a coltivare la memoria
personale, ancorarsi ai ricordi di persone, luoghi, momenti, che sono parte di
loro e, una volta elaborati, diventano i fili della tela della loro vita. Una
corretta elaborazione del passato aiuta nella progettazione del futuro e fa acquisire
consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità, come accade alla
protagonista di questo delicato racconto, che viene salvata
dall’“acchiappanostalgia”. Il
sentimento della nostalgia rimane spesso costante, come pure il desiderio che
tutto ritorni come prima, come scrive Sandra Cisnero nel suo romanzo Caramelo: “… ma per me queste cose, quella canzone, quel tempo,
quel luogo, sono tutti legati insieme in un paese di cui sento nostalgia e che
non esiste più”.
Paola
Naldi
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Questo volume, nato su iniziativa del Consorzio Pasticceri di Bergamo, guida alla scoperta dei valori e degli aspetti che rendono unica la pasticceria artigianale, aiutando a conoscere ed apprezzare una professione antica e tuttavia ricca di innovazioni. Corredano il testo una serie di pratici consigli sul tema della pasticceria di qualità applicabili anche in casa e alcune proposte di ricette per passare dalla lettura ... al piacere di gustare! |
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Avvicinarsi a persone segnate dalla disabilità e alle loro famiglie è sempre un percorso difficile, ma è anche un'occasione privilegiata per entrare in contatto con i propri limiti, le proprie linee di rottura, le proprie parti "altre". Molte parole sono state spese, e quando si incrociano storie segnate dal disagio le parole non sono mai univoche. Come negli incontri tra operatori e genitori, che sono spesso carichi di equivoci, incomprensioni, distanze. Questo libro non propone teorie o tecniche sulla disabilità, non descrive percorsi di cura e non narra neanche storie esemplari di genitorialità. Raccoglie più semplicemente le testimonianze personali di geniroti e operatori, racconta percorsi personali, declina i sentimenti e i vissuti in gioco. Nella convinzione che non vi siano ricette nè esperti e che nell'incontro fra persone, operatori e genitori, nel confronto e nell'ascolto partecipato vi sia una grande opportunità di condivisione e di crescita.
Prefazioni di Andrea Canevaro e Clara Sereni.
Comprando questo volume sosterrai un progetto dell'associazione Amici della Neuropsichiatria Infantile Bergamo |
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Anche nelle tribù indiane ci
sono fratellini più piccoli che hanno bisogno dell’aiuto di guerrieri valorosi.
E’ così per Luca, che non ama parlare e non ti guarda mai negli occhi. Riuscirà Giorgio a diventare
un valoroso guerriero a 10 anni? E cosa sono le 7 virtù che dovrà conoscere per
fronteggiare le paure di Luca? Scopri insieme a noi come
Giorgio affronterà con coraggio le sue prove.
Lucia Naldi è un “grande
saggio”. Conosce le lingue di molte tribù e racconta la storia delle 7 virtù a
tutti gli aspiranti guerrieri. Nella sua tenda puoi trovare disegni, totem e un
grande focolare attorno a cui sedersi per ascoltare e farsi ascoltare. Perché è
proprio questo il suo mestiere: aiutare i piccoli indiani della tribù dei
contrari e le loro famiglie a parlare tra loro, nonostante le loro lingue siano
diverse.
Raccontare può diventare uno
spazio libero, come una prateria dai vasti orizzonti, per permettere di vedere
la realtà del “diverso da noi” da altri punti di vista più creativi e liberi da
etichette diagnostiche. Una storia che permette di attivare le competenze e le
risorse positive presenti in ogni bambino in un gruppo classe eterogeneo,
formato da “tribù” diverse.
Lucia Naldi da 35 anni si occupa di bambini,
svolgendo la propria attività nell’ambito della terapia psicomotoria nel
servizio pubblico.
Le illustrazioni sono di Laura Madaschi Prefazione di Andrea Canevaro
CONTIENE AUDIOFAVOLA
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Chi è che comanda nella famiglia Organelli? Otello Cervello (preciso e ordinato) o suo fratello Leon Coraçon (impulsivo e appassionato)? E da che parte stanno gli altri fratelli? I gemelloni Eolo ed Alveolo, il burbero Epatone, il goloso Pancrazio, i monelli Irene e Orino e la piccola Smilza? Scoprilo leggendo la loro avventura più importante
La metafora della famiglia per raccontare il corpo umano e avvicinare i bambini al tema della donazione di organi, una cura per la vita e un gesto di grande solidarietà.
Le illustrazioni sono di Madeleine Frochaux CONTIENE AUDIOFAVOLA |
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I monti lombardi, teatri di vita dura, di guerre e battaglie giornaliere contro il tempo meteorologico e il tempo politico del momento, teatri di imprese di uomini coraggiosi, contro sé stessi e contro tutto, per la vita. Cime aguzze inaccessibili, altipiani sconfinati, bianchi di ghiaccio perenne, verdi di pascoli alpini, colorati di flora, vivi di fauna da proteggere. Un mondo in continua traformazione, apparentemente sempre uguale, ma in fermento, per difendersi dalle stagioni difficili e dall’intervento nostro, dannoso quasi sempre, spinto dalla mancanza di rispetto e dalla paura inconscia di una natura così grande e superiore. Villaggi antichi, testimoni di esistenze dove i cambiamenti avvengono come in natura, lentamente e spinti dalla necessità, laghi alpini con colori irriproducibili, cime candide, rocce modellate dal vento e dal gelo, rosse, verdi, blu, viola, una gamma di colori inimmaginabile, segno dei millenni e degli sconvolgimenti che hanno creato queste perle lombarde.
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Addormentarsi, lasciare la mamma e incontrare la notte, il silenzio, la solitudine...
Cuore su cuore respiro su respiro occhi che si guardano nasi che si sfiorano...
Una fiaba che, come una musica o l’ abbraccio di una mamma, aiuta a tenere accesa una luce anche nel buio più minaccioso.
Il libro contiene una storia, tre interessanti saggi che riflettono sul ruolo della musica nella primissima infanzia, una proposta di attività musicale e una traccia video da guardare e ascoltare con il proprio bambino.
www.sestanteedizioni.com/new/nel_buio.php
Un libro da leggere con i più piccini (0-3 anni) prima di andare a nanna.
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