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COLLANE


La Collana SERIES ANTIQUA si propone di pubblicare volumi con una prospettiva interdisciplinare sul mondo classico nella sua dimensione letteraria, religiosa, storica e archeologica.
La Collana accoglie contributi sotto forma di monografia scientifica, miscellanea di studi e catalogo di mostre.
Le opere presentate per la pubblicazione saranno preventivamente sottoposte a peer review.
Direttore: Giampiera Arrigoni
Comitato scientifico: Giampiera Arrigoni (Università degli Studi di Milano), Giorgio Bejor (Università degli Studi di Milano), Carmine Catenacci (Università degli Studi “G. d'Annunzio“ Chieti-Pescara), Pierre Ellinger (Université Paris Diderot-Paris 7), Massimo Gioseffi (Università degli Studi di Milano), John Scheid (Collège de France, Paris), Fabrizio Slavazzi (Università degli Studi di Milano).


ELEOS<br>Il culto della compassione nella retorica imperiale<br>  Anna Però
ELEOS
Il culto della compassione nella retorica imperiale
 
2017
ISBN: 978-88-6642-253-2
  • Libro: 24.00€

Eleos è innanzitutto un sentimento, la cui percezione ha subìto un’evoluzione parallela a quella delle società che hanno riflettuto su di esso. È imparentato con la clementia latina e con la misericordia cristiana, ma non coincide perfettamente con esse, così come non si identifica precisamente con il moderno concetto di “compassione”, che pure è il termine più adatto a tradurlo in italiano. Come molti aspetti della società greca antica, pertanto, è lontanissimo dalla nostra mentalità e possibilità di comprensione, eppure allo stesso tempo estremamente attuale, poiché implica questioni come la solidarietà tra gli uomini nell’ingiusta sofferenza, l’accoglienza degli stranieri perseguitati, la definizione di civiltà e barbarie, tuttora (e sempre) di innegabile rilevanza. 
Di tutte le applicazioni e declinazioni del tema di Eleos, ho scelto di considerare in questa indagine solo alcuni aspetti, che ritenevo significativi e meno studiati degli altri. 
In particolare, data la mia formazione di storica delle religioni, ho voluto ricercare le tracce del culto che gli Ateniesi tributarono a questo sentimento, facendone una divinità con un suo altare. Benché le testimonianze sull’origine di tale culto siano poche e di controversa interpretazione, è chiaro che esso nasce nel contesto dell’esaltazione di Atene come città naturalmente filantropa operata dalla tragedia e dall’oratoria di V e IV secolo a.C. Tralasciando il filone della tragedia, già molto studiato, sono partita proprio da quest’epoca, quindi, per trovare innanzitutto una definizione del sentimento di eleos nella Retorica di Aristotele e per vederne poi l’utilizzo nella pratica delle orazioni contemporanee, scoprendo in quali casi e a quali categorie di persone si potesse applicare questo tipo di “compassione”, e in quale universo etico e sociale si collocasse all’interno della polis
Al di là degli aspetti archeologici del culto di Eleos, già molto discussi da altri e allo stato attuale delle conoscenze non completamente ricostruibili, mi interessava capire quale fosse il suo significato religioso e per questo ho ritenuto opportuno tornare a leggere i retori di età imperiale, che citano spesso tale culto come un fenomeno tipicamente ateniese, antico e ancora rilevante. 
Ho scelto tre autori (Apsines, Libanio e Sopatro) che operano tra il III e il V sec. d.C. principalmente nell’ambito delle scuole di retorica. Per questo motivo sono stati studiati anche di recente come fonti preziose per la conoscenza della prassi dell’insegnamento in epoca tardoantica, ma di questo aspetto io non mi sono occupata se non marginalmente, perché non era mia intenzione condurre un’indagine di tipo letterario-stilistico. Ho selezionato espressamente quei passi delle loro opere che menzionano il culto e l’altare di Eleos, trattandoli, al di là di ogni pregiudizio e giudizio di valore artistico, come preziose fonti per la ricostruzione di questo fenomeno religioso. Le riflessioni e le conclusioni che si possono trarre dai testi sono esposte nell’apparato di note, che forniscono anche i necessari riferimenti storici per comprendere il contesto in cui le opere sono state scritte e, parallelamente, le epoche del passato cui fanno riferimento. 
L’unico brano che non appartiene al mondo della scuola è quello tratto dall’Orazione XV di Libanio, nota anche come “Ambasceria a Giuliano”. Ho scelto di inserirlo nell’antologia perché mi sembra molto rappresentativo della temperie religiosa del IV secolo, nella quale il culto di Eleos ha una sua importanza ideologica e simbolica. 
Nella lettura e nel commento dei brani selezionati ho abbracciato con convinzione la tendenza degli studi più recenti, che rivaluta questi autori come fonti storiche, per la precisa conoscenza dell’Atene classica e per la capacità di applicare alla loro propria realtà fatti e concetti del passato, attualizzandoli.


Il sentimento e il culto di Eleos si prestano in particolare a questo processo di idealizzazione del passato da un lato e di riutilizzo di esso nel presente dall’altro, poiché ogni epoca, a suo modo e per i propri fini, ha bisogno della “compassione” e vede in essa un metro di giudizio del grado di umanità o disumanità di individui, popoli, sovrani. 
Un risultato, in parte inatteso, della mia ricerca è stata la scoperta che in questi testi, spesso considerati privi di ogni attrattiva artistica si celano talvolta immagini ed espressioni di grande bellezza.



A.P.



Orbis terrarum Antiquus<BR>Atlante storico del mondo antico  Albert van Kampen
Orbis terrarum Antiquus
Atlante storico del mondo antico
 
2010
ISBN: 978-88-96333-20-4
  • Libro: 20.00€

L’Atlante storico del mondo antico propone 16 tavole a colori disegnate da Albert van Kampen.
Questo atlante, che presenta una minuziosa introduzione curata dalla Professoressa Giampiera Arrigoni ( professore di Religioni del mondo classico all'Università Statale di Milano), è un utile strumento conoscitivo oltre che un valido supporto per chiunque si approcci allo studio del mondo antico.
Il formato stesso del volume, e la nitidezza delle cartine consentono un’ottima consultazione rendendo questa pubblicazione unica.

Contiene le seguenti mappe:

  • Palaestina
  • Regnum assyrium. Coloniae graecae
  • Aegyptus
  • Regni persici pars occidentalis
  • Regni persici pars orientalis
  • Craecia
  • Athenae
  • Maris aegaei litora.
  • Regna diadochorum
  • Italia superior
  • Italia inferior
  • Imperium romanum
  • Roma imperatoria.
  • Mare internum. Pars occidentalis
  • Mare internum pars orientalis
  • Gallia

Proposte per l'insegnamento della storia delle religioni nelle scuole italiane<br>Atti del convegno di Milano 18-19 Marzo 2013<br>  A cura di Giampiera arrigoni, Claudio consonni, Anna Però
Proposte per l'insegnamento della storia delle religioni nelle scuole italiane
Atti del convegno di Milano 18-19 Marzo 2013
 
2014
ISBN: 978-88-6642-156-6
  • Libro: 24.00€

È stata la prima occasione a Milano di un incontro di storici italiani delle varie religioni, insegnanti in varie università, per dibattere un tema di grande attualità, molto sentito nelle famiglie, nelle scuole e nella nostra società che diventa sempre più multietnica e multiculturale. Abbiamo avuto la fortuna di avere fra noi due studiosi come Alessandro Saggioro e Maria Chiara Giorda, autori di testi specifici sull’argomento e di esperimenti didattici concreti a Roma e a Torino. I loro consigli e le loro indicazioni ci sono stati particolarmente utili. Tutti i vari relatori hanno fornito un ventaglio di bilanci, prospettive e proposte che rendono questo volume particolarmente interessante. Personalmente li ringrazio per aver accettato con entusiasmo l’invito a riunirci per fare il punto sul problema di quando, dove e perché sia utile insegnare la Storia delle religioni nelle scuole italiane di vario livello. Non mancano naturalmente la dimensione giuridica e storiografica del problema, che sono opportunamente ricordate in vari contributi di questo volume.
La Statale di Milano si è sempre data come norma la massima libertà di pensiero e di parola e, sotto questa egida, è nato questo Convegno in cui ognuno ha avanzato critiche alla situazione presente, ma anche e soprattutto le proprie proposte, in maniera diretta o indiretta. Il nostro scopo comune è quello di facilitare nella nostra società la comprensione reciproca e il rispetto, contro ogni discriminazione.
Ringrazio personalmente il Magnifico Rettore della mia Università, Prof. Gianluca Vago, che ci ha concesso un contributo per l’organizzazione del Convegno, dimostrando la sua apertura mentale e la sua attenzione ai problemi della società nel suo complesso; un grazie molto riconoscente vada al mio Dipartimento di Studi Letterari, Filologici e Linguistici, che ha appoggiato economicamente il Convegno e la pubblicazione degli Atti e in particolare desidero ringraziarne il Direttore, Prof. Fabrizio Conca, che ha creduto in questa iniziativa. Siamo sinceramente grati anche al Centro di Judaica Goren-Goldstein e in particolare al Presidente, Prof. Maurizio Vitale, per il prezioso sostegno economico al nostro Convegno e per la fiducia accordata alla nostra iniziativa. Infine ringrazio il Comune di Milano per la sensibilità dimostrata a un tema che coinvolge il territorio e per il patrocinio che ci ha concesso. L’Assessore all’Educazione del Comune di Milano, Prof. Francesco Cappelli ha voluto mandare il suo saluto e il suo augurio per il nostro Convegno, anche «per iniziative future». Sono riconoscente alla collega Giuliana Nuvoli per la preziosa collaborazione prestata nell’organizzazione del Convegno. Infine un caloroso grazie a Claudio Consonni e ad Anna Però, che hanno validamente collaborato alla preparazione del volume degli Atti.
Pur consapevole delle difficoltà pratiche nella realizzazione del nostro progetto nell’ambito delle scuole italiane, mi affido alla sapienza di Platone che, in fatto di progetti, ricordava una massima proverbiale:
«L’inizio è già metà di tutta l’opera»
(Leggi VI 753 E)

Giampiera Arrigoni
Università degli Studi di Milano

Addendum

La Società Italiana di Storia delle Religioni – su segnalazione di Paolo Scarpi – comunica ai soci che la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e la Tavola valdese hanno aderito all’appello “La Storia delle Religioni nella scuola pubblica: fonte di educazione alla cittadinanza globale e antidoto contro ogni forma di discriminazione”. Indirizzato al Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) il documento richiede l’attivazione nelle scuole, almeno in forma sperimentale, di un insegnamento della “storia delle religioni”. Nella considerazione dello spazio fondamentale occupato dalla religione e dalla spiritualità nella società contemporanea, sempre più multiculturale, l’appello afferma: «L’avviamento alla conoscenza delle religioni nella loro dimensione storica e culturale così come in quella sociale – che comprenda anche lo studio del pensiero laico ed ateo – appare insomma come uno strumento fondamentale di educazione alla cittadinanza globale e come un potente antidoto contro derive discriminatorie, razziste o fondamentaliste».

[da: “Notizie evangeliche” (NEV), 26 febbraio 2014]



Rito e religione dei Romani  John Scheid, a cura di Giampiera Arrigoni
Rito e religione dei Romani 
2009
ISBN: 978-88-95184-89-0
  • Libro: 24.00€
Lo studio della religione romana solleva numerosi problemi. Al di là della somiglianza dei termin religiosi, ancora in vigore ai giorni nostri, esistono differenze fondamentali di senso e di interpretazione. D'altronde il termine stesso "Romani" si riferisce a realtà molto diverse secondo l'epoca, il luogo, lo status di ogni individuo. Dunque non si può parlare globalmente di una religione romana e si è scelto qui di intendere con "Romani" tutti i cittadini romani e i loro dipendenti viventi a Roma e in città romae.
Dopo una prima parte metodologica, dedicata alle caratteristiche essenziali della religione, il libro presenta i luoghi e i riti, scanditi da un'organizzazione complessa del tempo. Quindi si occupa dei servizi religiosi, sacrifici e divinazione. Infine, dopo la presentazione degli attori, la quinta parte pone il problema dell'esegesi nella religione romana.
Alcuni testi illustrano questo studio che l'Autore ha voluto strutturale piuttosto che cronologico. Una tavola degli avvenimenti significativi a partire dalla Repubblica fino all'Impero romano, una bibliografia, un glossario e un indice danno al lettore gli strumenti di lavoro necessari alla comprensione.

John Scheid è professore di Religion, Institutions et Société de la Rome antique al Collège de France

Giampiera Arrigoni è professore ordinario di religioni del Mondo Classico all'Università Statale di Milano 


Scholia in Sophoclis Oedipum Coloneum<br>Recensuit Vittorio de Marco<br>con una premessa di Giampiera Arrigoni<br>  a cura di Giampiera Arrigoni
Scholia in Sophoclis Oedipum Coloneum
Recensuit Vittorio de Marco
con una premessa di Giampiera Arrigoni
 
2012
ISBN: 978-88-6642-081-1
  • Libro: 38.00€

Quando nel 1952 uscì l’edizione degli Scholia all’Edipo a Colono, Vittorio de Marco (Napoli 1899-Roma 1988) era già noto come lo scopritore della familia Romana dei codici di Sofocle e degli Scholia relativi. Grazie anche a due importanti articoli di de Marco del 1936 e del 1937, poi sovente utilizzati negli studi sofoclei, tale scoperta aprì un filone di indagini nuove.
L’edizione degli Scholia O.C. era praticamente uscita in contemporanea con altri corposi articoli di de Marco riguardanti sia gli Scholia che il testo della tragedia sofoclea, e non era sfuggita ai maggiori filologi dell’epoca, che li consideravano lavori interessanti per tutto il testo di Sofocle “in stretta relazione” con le idee di Turyn sulla tradizione manoscritta delle tragedie sofoclee.
Dopo l’edizione del 1952, de Marco ritornò sugli Scholia O.C. con due articoli esemplari. Lasciato l’insegnamento nell’autunno del 1969, in prossimità del suo servizio fuori ruolo all’Università Statale di Milano, si riproponeva di tornare sull’edizione degli Scholia O.C. del 1952 (specie sulla Praefatio), ma gradualmente il suo interesse si spostò su Omero, un lavoro di grande lena che lo tenne occupato fino alla sua morte, ossia gli Scholia Minora [D] in Homeri Iliadem, un enorme e pazientissimo lavoro giunto fino al libro XVII e rimasto inedito.

Lo scopo di questa ristampa non è solo quello di rimettere in circolazione un testo ricercatissimo sul mercato antiquario, spesso assente da molte biblioteche universitarie (compresa quella della mia Università).
L’intento è anche quello di offrire una raccolta di Scholia notoriamente molto importanti sia per la storia letteraria che per la storia della religione greca: basterà dare uno sguardo all’Index Auctorum fornito da de Marco alle pp. 69-70. Notevole interesse rivestono le citazioni di Omero, ma anche di epici, lirici, tragici, comici e poeti ellenistici (Callimaco, Euforione).
Il terzo intento di questa ristampa è quello di attirare l’attenzione su testi che, in particolare per l’Edipo a Colono, sono stati valutati principalmente come ancillari alla tragedia sofoclea e come testi stratificati, a loro volta ispiratori della tradizione lessicografica. Oggi gli Scholia sofoclei vengono studiati anche come testimoninza dell’esegesi antica e delle sue categorie interpretative ed estetiche, oltre che relativamente ai vari “commentatori”. Lo scopo è di mettere in luce le abitudini e le preoccupazioni dei lettori antichi, e non più solo la ricostruzione ‘archeologica’ dei diversi strati, in vista sia di una imprescindibile storia della filologia che di una storia della ricezione.
Da ultimo un omaggio alla grande cultura di de Marco, quale traspare sia dallo Zwischenapparat coi loci paralleli che dall’apparato delle varianti. Per la sua edizione degli Scholia O.C. egli attinse alle sue vaste letture al punto di citare non solo – come ci si attenderebbe – congetture e correzioni di filologi, ma anche di storici della religione e mitologia greca dell’Ottocento e del Novecento, di epigrafisti e numismatici. Il che illustra molto bene la sua idea di filologia globale, di stampo ottocentesco. Non stupisce che questi apparati, unitamente agli Indici, abbiano ispirato editori e commentatori moderni non solo dell’Edipo a Colono, ma anche di autori tràditi da questi Scholia