Questo libro nasce dal bisogno di
“riordinare” un po’ di idee personali sull’anestesia maturate dall’Autore nel
corso degli anni. Sorprendente è stato scoprire che, di molte delle impressioni
soggettive, vi era già conferma o quanto meno molti punti di contatto – anche
se non in riferimento all’Anestesia – nell’opinione di illustri Pensatori
odierni e del passato, oltre che di molti colleghi del presente. Questo piccolo saggio è concepito per due
diverse categorie di Lettore. La prima – dei giovani anestesisti – per favorire
una loro conoscenza di molti degli aspetti “non-dottrinali” della professione.
La seconda per aprire a chiunque altro lo desideri la conoscenza del mondo
anestesiologico. Per far questo l’Autore si avvale di uno
stile molto diretto con il Lettore, al quale si rivolge semplicemente, con
brevi riflessioni e suggestioni, talora esistenziali, talora mutuate da
riferimenti bibliografici, ma sempre derivate dalla concreta esperienza
professionale. Giocando con un intreccio di significati ed analogie,
l’Autore idealmente getta un ponte con la cultura umanistica e tenta di
ricondurre una branca prettamente tecnologica come l’Anestesia all’interno di
una dimensione “nuova”, ricollegando virtualmente le origini della medicina
alle origini del sapere filosofico. Questo lavoro non viene proposto in
alternativa al convenzionale, sterilmente nostalgico o “contro” qualcosa o
qualcuno, bensì “a favore” di ciò che è inerente la professione, in modo
costruttivo, complementare e perciò potenzialmente creativo.
Il volume sarà presentato sabato 2 giugno alle ore 18.00 presso la libreria Biblos di Gallarate (VA)
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