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QUADERNI CENTRO STUDI SUL TERRITORIO

Il convento di Sant'Agostino: Storia e significati di un monumento Titolo Il convento di Sant'Agostino: Storia e significati di un monumento
Autore Juanita Schiavini Trezzi (a cura di)
Anno 2007
ISBN 978-88-95184-42-5
Dati p. 141
Collana Quaderni Centro Studi sul Territorio - Quaderni Centro Studi sul Territorio
Prezzo
  •  Libro: 18.00€
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Il complesso conventuale di S. Agostino che, nel pieno del suo fulgore, suscitava tanta ammirazione nell’osservatore settecentesco, spogliato alla fine di quel secolo di arredi e suppellettili, sacelli ed iscrizioni marmoree, adattato con brutali ristrutturazioni alle esigenze di un presidio militare, conserva ancor oggi, nonostante tutto, un notevole fascino, per la qualità dell’organismo architettonico, gli spazi verdi che lo circondano, la singolare collocazione sul terrazzo di uno sperone roccioso incluso nelle mura, affacciato sulla pianura in posizione di raccordo tra i borghi e la città alta.<BR>Negli interventi che compongono questo volume, il prof. Lelio Pagani, mentre delineava le nuove funzioni che avrebbero potuto rivitalizzare l’antico chiostro, non mancava di cogliere la continuità storica col ruolo di osservatorio e al tempo stesso di centro propulsore della cultura bergamasca svolto dal convento nei secoli della presenza agostiniana.

Dell’apparato decorativo superstite, costituito dagli affreschi della chiesa e della sacrestia nonché dai tabelloni in laterzio del soffitto della chiesa, si occupano gli interventi di Don Bruno Caccia con Paola Dolci e di Maria Mencaroni Zoppetti, importanti per il forte contenuto innovativo laddove per la prima volta viene effettuata una completa ricognizione dei dipinti a soggetto sacro e proposta un’identificazione (in alcuni casi problematica) dei personaggi raffigurati: supporto indispensabile per ogni ulteriore studio sia in chiave storico-artistica, sia sugli intrecci tra committenza agostiniana e committenza laica nel programma iconografico sviluppato nel corso dei secoli alle pareti del tempio. Le colte osservazioni di Maria Mencaroni Zoppetti sull’eterogeneo mondo che affolla il soffitto, costituiscono inoltre uno stimolo fecondo ad abbandonare alcuni luoghi comuni circa i rapporti tra cultura monastica e cultura popolare.

Gli ingg. Giuriani, Marini, e Polizzari hanno cercato di cogliere il progressivo acuirsi dell’attenzione verso il monumento, sottoposto a manomissioni intollerabili, e del dibattito sulla sua possibile destinazione d’uso dopo la dimissione da parte del demanio militare. Lo studio, prettamente tecnico, costituisce anche un forte richiamo alla responsabilità dei progetti coinvolti in interventi di restauro di edifici monumentali.

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