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INGEGNERIA

Il cantiere del costruito<br>Bergamo e provincia 1948-2008 Titolo Il cantiere del costruito
Bergamo e provincia 1948-2008
Autore Monica Resmini
Anno 2009
ISBN 978-88-96333-05-1
Dati p.224
Collana Ingegneria - Ingegneria
Prezzo
  •  Libro: 30.00€
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Il volume esamina alcuni aspetti dell’evoluzione storica delle tecniche edilizie e del cantiere bergamasco, visti all’interno del processo di sviluppo che ha caratterizzato il settore edile italiano dal secondo dopoguerra a oggi.
Con la ripresa economica degli anni Cinquanta del secolo scorso, si mette in moto un rinnovamento tecnologico e strutturale dell’industria delle costruzioni che, nell’arco di pochi anni, sostituirà la tradizionale organizzazione produttiva. L’evoluzione e l’innovazione danno luogo a una serie di cambiamenti sia nel settore delle tecniche e dei materiali costruttivi, sia in quello delle macchine e delle procedure cantieristiche, avviando una nuova fase nella pianificazione logistica del cantiere.
Lentamente alle attrezzature tradizionali, si sono accostati, e poi sostituiti, elementi nuovi, riconducibili a una organizzazione delle fasi lavorative più razionale ed efficiente. Le operazioni di scavo, con le relative problematiche di trasporto dei materiali, le opere provvisionali come i ponteggi e le casseforme, le fasi di preparazione e posa del calcestruzzo, sono a loro volta connotate da una propria crescita.
Nel tracciare gli aspetti dell’apparato infrastrutturale bergamasco, la messa a punto del contesto tecnico-culturale di riferimento, evidenzia lo stretto legame tra la città di Bergamo e alcuni degli esponenti dell’ingegneria italiana impegnati presso l’Ismes (Istituto sperimentale modelli e strutture). La loro presenza ha fatto si che anche da noi, si potessero mettere a frutto gli esiti delle ricerche sul cemento armato in spessore sottile, applicati nella copertura di alcuni edifici degli anni Sessanta.
Anche nell’ambito dei materiali necessari alla realizzazione dei manufatti, si sono avuti nel corso degli anni notevoli cambiamenti, sebbene nella produzione degli inerti lo sviluppo tecnologico si possa considerare concluso alla fine degli anni Settanta; da questo momento in poi, i miglioramenti hanno riguardato le prestazioni ma non il principio di funzionamento. Analogamente, l’estrazione e la lavorazione delle pietre e del marmo, dotate di una lunga tradizione nella provincia bergamasca, si sono modificate impiegando strumenti meccanici che, oltre a facilitare le operazioni, hanno accorciato i tempi e la resa produttivi.

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