L’introduzione dei principi contabili internazionali ha segnato il passaggio da metodi di valutazione statici – fondati sul costo storico e sul principio di prudenza – a metodi di tipo dinamico.
Questi ultimi ampliano l’informazione fornita dal bilancio d’esercizio, introducendo i cosiddetti dati di performance: elementi reddituali maturati ma non ancora realizzati – potenziali o prospettici – stimati con metodologie fondate sul fair value. Tuttavia, i dati di performance sono tanto utili quanto “volatili”: ciò potrebbe involontariamente favorire eventuali pratiche di “earnings management”, a scapito della trasparenza dell’informazione di bilancio. Prendendo spunto dagli studi internazionali sul “comprehensive income”, l’Autore propone un modello di bilancio “formato matrice” che, segregando i valori determinati con metodi dinamici rispetto a quelli derivati dai più tradizionali metodi statici, si propone di aiutare gli stakeholder a comprendere il grado di volatilità di ciascun dato contabile.
Damiano Montani, ricercatore presso il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Bergamo, è professore aggregato per gli insegnamenti di Metodologie e Determinazioni Quantitative d’Azienda e Ragioneria Applicata presso la stessa Università, nonché docente aggiunto per il corso di Ragioneria Generale presso l’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo. È iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano ed al Registro dei Revisori Contabili.
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