Il quinto volume di Divenire è interamente dedicato al tema dell’intelligenza artificiale. Gli autori hanno affrontato la questione da vari punti di vista, sulla base delle proprie competenze specialistiche, offrendo un’analisi ad ampio spettro che spazia dall’ingegneria alla filosofia, dalla sociologia alla futurologia. Il fronte più avanzato della ricerca scientifica si sta occupando da anni del problema della riproducibilità tecnica della coscienza e dell’autocoscienza, nonché delle capacità motrici e interattive delle macchine “intelligenti”. I risultati non sono interpretabili in senso univoco, ma diventa sempre più chiaro che il problema dell’intelligenza artificiale non è soltanto tecnico-ingegneristico. Da un lato, sono necessarie anche competenze nelle scienze umane (per esempio in linguistica, filosofia, psicologia, ecc.) per costruire la macchina. Dall’altro, si sente la necessità di analizzare nella prospettiva delle scienze sociali (economia, sociologia, politologia, ecc.) le conseguenze per l’intera società che queste invenzioni e scoperte producono. Il numero contiene i seguenti contributi: Intelligenze artificiose, di Stefano Vaj La maschera dell’intelligenza artificiale, di Salvatore Rampone Il problema filosofico dell’IA forte e le prospettive future, di Domenico Dodaro Cervelli artificiali? di Emanuele Ratti Automi e lavoratori. Per una sociologia dell’intelligenza artificiale, di Riccardo Campa Il nostro cervello cinese, di Danilo Campanella Alan Turing. Uno spirito transumanista, di Domenico Dodaro Passato, presente e futuro dell’intelligenza artificiale, di Bruno Lenzi Post-embodied AI, di Ben Goertzel Nanotecnologia. Dalla materia alle macchine pensanti, di Ugo Spezza Verso l’intelligenza artificiale generale, di Gabriele Rossi Ich bin ein Singularitarian. Recensione di La singolarità è vicina, di Giuseppe Vatinno
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