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CINEMA E TEATRO

Il <i>dilavato e graffiato</i> schermo di Alessandro Manzoni<br> Titolo Il dilavato e graffiato schermo di Alessandro Manzoni
Autore Antonella Brancaccio
Anno 2016
ISBN 978-88-6642-223-5
Dati pag. 326
Collana Cinema e teatro - Cinema e teatro
Prezzo
  •  Libro: 18.00€
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Con Il “dilavato e graffiato schermo” di Alessandro Manzoni, Antonella Brancaccio compie un’originale ricognizione storica e critica sulle metamorfosi cine-televisive dei Promessi Sposi, partendo da una più diretta considerazione sul rilievo che la dimensione visiva assume all’interno del romanzo, sia nei suoi svolgimenti descrittivi che nei suoi sviluppi linguistici e stilistici, sia nella proiezione figurativa data dalle xilografie di Francesco Gonin per l’edizione illustrata del 1840. Tenendo conto dell’attenzione che la critica più recente ha rivolto alle vignette della Quarantana, l’indagine di Antonella Brancaccio neapprofondisce la gestualità e il carattere scenico,rivelando una vera e propria disposizione “registica” dello scrittore in rapporto all’illustratore.Questa sezione preliminare, ma essenziale per l’evidenza che dà alla prospettiva più specificamente letteraria, si confronta problematicamente con la riflessione teorica sviluppatasi nel Novecento sugli effetti dello sguardo e sul rapporto tra parola e visione.
Che si tratti di tentativi per il piccolo o grande schermo o, ancora, di progetti incompiuti,Antonella Brancaccio si sofferma sui vari rimaneggiamenti,ricostruendone di volta in volta le vicende produttive, le scelte d’impostazione, le reazioni del pubblico e della critica. A ciòaggiunge un ampio assortimento iconografico, frutto di un diretto esame di tutto l’ampio materiale disponibile, che conduce a verificare le continuità e le sfasature della resa visiva, il modo vario di lavorare dentro l’“archivio” figurativo definito nella prima sezione del lavoro.
Il “dilavato e graffiato” schermo di Alessandro Manzoni scrive, insomma,un capitolo fondamentale di storia della ricezione, esplorando un immaginario popolare e nazional-popolare al quale il romanzonon cessa, suo malgrado, di essere sacrificato.





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