FUTURO.BG Attraverso i paesaggi della storia

Collana: Studi

€ 22.00

Gli atti di una serie di incontri e convegni realizzati all’interno di un progetto complesso, sviluppato in un arco di tempo molto lungo, arrivano sempre troppo tardi. Non per questo non devono vedere la luce, poiché i temi/problemi che lungo tutto il percorso sono stati presentati e dipanati, quasi fossero il filato da cui trarre materia per la realizzazione di un tessuto, permangono, talvolta si sedimentano, spesso si annullano.

Quello che segue è il racconto di come tutto sia iniziato fino all’attualità.
Alla fine del 2011 Gabriele Rinaldi, Direttore dell’Orto botanico L. Rota di Bergamo, Socio Accademico dell’Ateneo, propone di intraprendere un viaggio in comune. Si presenta una straordinaria occasione, tutta volta al futuro per la città e per il territorio: nella Valle d’Astino una porzione di terreno, si spera di grandi dimensioni, sarà attribuita all’Orto botanico, per ampliarlo rispetto alla sua locazione sul colle sovrastante Città Alta, ma anche per riqualificare i terreni circostanti e l’antico complesso monastico,oggi proprietà della MIA, drammaticamente compromesso, malato che potrebbe finalmente trasformare una lenta agonia in un prolungamento di vita degna d’essere vissuta.
Perché il Socio pensa all’Ateneo? Perché da sempre la nostra istituzione, una delle più antiche della città, si occupa, si preoccupa della storia, dei valori, del significato dei luoghi e della cittadinanza in rapporto ai luoghi. E anche perché è costume dell’Ateneo costruire collaborazioni, verificare ipotesi d’incontro, tradurre le idee in obiettivi oggettivamente raggiungibili. La prima forte relazione che si istituisce è con la Delegazione cittadina del FAI.
Ateneo, FAI, Orto botanico diventano i promotori di una bella impresa che ha come tema/problema il destino della Valle d’Astino e del complesso architettonico originato dalla presenza dei Vallombrosani a Bergamo. L’iniziativa è vista con favore anche dalla MIA e dalla società Val d’Astino. I primi mesi del 2012 sono impegnati nella creazione di rapporti, nella tessitura di relazioni, nella individuazione di percorsi che trattino Astino come argomento centrale, ma riescano anche a mostrare come tutte le possibili soluzioni che potranno essere trovate e poste in atto, mettono in gioco la città.

Astino: modello, esempio, laboratorio di idee e di proposte per il futuro di Bergamo.
Si programmano venti tra incontri, seminari, uscite sui territori. Sono coinvolti settanta relatori. Si sceglie un titolo che è insieme metafora e simbolo: FUTURO.BG.
Lo spirito sotteso al progetto è di informare e coinvolgere i cittadini affinché siano maggiormente consapevoli dei problemi e, soprattutto, possano partecipare alla loro soluzione.
La presentazione ufficiale del programma avviene il 18 aprile 2012 durante la XIV edizione della Settimana della Cultura.
Il giorno dopo sul quotidiano locale, L’Eco di Bergamo, Dino Nikpalj titola il suo articolo “Astino, l’Ateneo dà la scossa alla città”.
“Impegnamoci tutti – riferisce il giornalista – per far sì che Bergamo sia una città migliore di quello che è. Tutti. Noi come Ateneo di Scienze, lettere, arti siamo pronti a fare la nostra parte. Facciamo sì che la città ci creda, diversamente si ridurrà ad un fossile”, sembra una chiamata alle armi, aggiunge Nikpalj: “L’Ateneo mette lì un tema davvero niente male. Astino non solo come luogo simbolo della città, ma anche come occasione per raccordare futuro e passato attraverso i paesaggi della storia”… “ma attenzione – prosegue – è tutto tranne un approccio passatista o conservatore”.
Sono infatti presentate ad un pubblico numeroso alcune vincenti esperienze di rivitalizzazione di luoghi e monumenti, in Italia e in Europa, non tanto come esempi da copiare in quanto tali, ma come dimostrazione e conferma che molto di buono può essere fatto se il lavoro è comune e condiviso.
L’impegno dei promotori del progetto è accolto e gradito dal Presidente della MIA, Giuseppe Pezzoni, che ricorda come l’acquisto della Valle d’Astino con le pertinenze e gli edifici risalga al 2007, quando la crisi non era ancora scoppiata, quando sembrava fossero possibili virtuosi legami economici con le amministrazioni provinciali e comunali e con sponsor importanti.
Di Astino si parla, si scrive, si vocifera. Si formulano ipotesi d’uso che non hanno fondamento. Si riparte, dice Pezzoni, dal ridisegno di un sistema Astino che sia economicamente ed ambientalmente sostenibile.
Confida un sogno: “Contiamo di restituire alla città un recupero parziale di Astino per il 2015, anno del nostro 750° compleanno”, e anno, aggiungo io, dell’EXPO di Milano.
“Questo è un progetto che supera noi stessi. Dobbiamo trovare lo stesso spirito di chi nel 1449 accettò la sfida di Santa Maria Maggiore”, sapendo che non avrebbe assistito alla fine della sua realizzazione, ma che era certamente questione che riguardava la città intera.

Per questo l’Ateneo, il FAI, l’Orto Botanico tentano di costruire una condivisione delle prospettive e degli obiettivi: occorre mettere a confronto la storia di Astino con la storia di Bergamo e con quella di realtà ad esso analoghe.
I promotori del progetto possono fornire elementi di conoscenza e di riflessione, vogliono far nascere e consolidare un legame tra cittadini, amministratori, intellettuali, giovani, istituzioni, forze produttive poiché la posta in gioco è il FUTURO.BG.
Il 17 ottobre 2012 in Palazzo Frizzoni nell’Aula Consiliare si comincia, con un appello che prende voce dalla Regola di S. Benedetto, quella rispettata dai Vallombrosani di Astino.
“Ogni volta che si tratta una questione importante, si convochi tutta la comunità”, per partecipare, condividere, impegnarsi.

Nel giugno 2014 sono pubblicati gli atti di FUTURO.BG. La maggioranza di coloro che sono intervenuti ha fornito le relazioni per la stampa, ci sono alcune assenze, anche significative, tutte certamente giustificate, ma che lasciano un sottile segno negativo su quella strada dell’impegnarsi insieme che si è tracciata.
Nella Valle d’Astino ci sarà uno spazio per l’Orto Botanico L. Rota di Bergamo, che sicuramente sarà realizzato per EXPO 2015, Astino infatti dovrà essere fiore all’occhiello per attrarre turismo. Del complesso monumentale è restaurata la chiesa del Santo Sepolcro, con il suo bell’apparato pittorico. Non si hanno notizie certe dell’uso che potrà essere fatto dello spazio e degli edifici che accolsero i Vallombrosani, i malati, i contadini.

Maria Mencaroni Zoppetti
Presidente dell’Ateneo


Titolo: FUTURO.BG Attraverso i paesaggi della storia


Autore: Maria Mencaroni Zoppetti (a cura di)


Anno: 2014


ISBN: 978-88-6642-162-7


Pagine: 480


Collana: Studi


DESCRIZIONE

Gli atti di una serie di incontri e convegni realizzati all’interno di un progetto complesso, sviluppato in un arco di tempo molto lungo, arrivano sempre troppo tardi. Non per questo non devono vedere la luce, poiché i temi/problemi che lungo tutto il percorso sono stati presentati e dipanati, quasi fossero il filato da cui trarre materia per la realizzazione di un tessuto, permangono, talvolta si sedimentano, spesso si annullano.

Quello che segue è il racconto di come tutto sia iniziato fino all’attualità.
Alla fine del 2011 Gabriele Rinaldi, Direttore dell’Orto botanico L. Rota di Bergamo, Socio Accademico dell’Ateneo, propone di intraprendere un viaggio in comune. Si presenta una straordinaria occasione, tutta volta al futuro per la città e per il territorio: nella Valle d’Astino una porzione di terreno, si spera di grandi dimensioni, sarà attribuita all’Orto botanico, per ampliarlo rispetto alla sua locazione sul colle sovrastante Città Alta, ma anche per riqualificare i terreni circostanti e l’antico complesso monastico,oggi proprietà della MIA, drammaticamente compromesso, malato che potrebbe finalmente trasformare una lenta agonia in un prolungamento di vita degna d’essere vissuta.
Perché il Socio pensa all’Ateneo? Perché da sempre la nostra istituzione, una delle più antiche della città, si occupa, si preoccupa della storia, dei valori, del significato dei luoghi e della cittadinanza in rapporto ai luoghi. E anche perché è costume dell’Ateneo costruire collaborazioni, verificare ipotesi d’incontro, tradurre le idee in obiettivi oggettivamente raggiungibili. La prima forte relazione che si istituisce è con la Delegazione cittadina del FAI.
Ateneo, FAI, Orto botanico diventano i promotori di una bella impresa che ha come tema/problema il destino della Valle d’Astino e del complesso architettonico originato dalla presenza dei Vallombrosani a Bergamo. L’iniziativa è vista con favore anche dalla MIA e dalla società Val d’Astino. I primi mesi del 2012 sono impegnati nella creazione di rapporti, nella tessitura di relazioni, nella individuazione di percorsi che trattino Astino come argomento centrale, ma riescano anche a mostrare come tutte le possibili soluzioni che potranno essere trovate e poste in atto, mettono in gioco la città.

Astino: modello, esempio, laboratorio di idee e di proposte per il futuro di Bergamo.
Si programmano venti tra incontri, seminari, uscite sui territori. Sono coinvolti settanta relatori. Si sceglie un titolo che è insieme metafora e simbolo: FUTURO.BG.
Lo spirito sotteso al progetto è di informare e coinvolgere i cittadini affinché siano maggiormente consapevoli dei problemi e, soprattutto, possano partecipare alla loro soluzione.
La presentazione ufficiale del programma avviene il 18 aprile 2012 durante la XIV edizione della Settimana della Cultura.
Il giorno dopo sul quotidiano locale, L’Eco di Bergamo, Dino Nikpalj titola il suo articolo “Astino, l’Ateneo dà la scossa alla città”.
“Impegnamoci tutti – riferisce il giornalista – per far sì che Bergamo sia una città migliore di quello che è. Tutti. Noi come Ateneo di Scienze, lettere, arti siamo pronti a fare la nostra parte. Facciamo sì che la città ci creda, diversamente si ridurrà ad un fossile”, sembra una chiamata alle armi, aggiunge Nikpalj: “L’Ateneo mette lì un tema davvero niente male. Astino non solo come luogo simbolo della città, ma anche come occasione per raccordare futuro e passato attraverso i paesaggi della storia”… “ma attenzione – prosegue – è tutto tranne un approccio passatista o conservatore”.
Sono infatti presentate ad un pubblico numeroso alcune vincenti esperienze di rivitalizzazione di luoghi e monumenti, in Italia e in Europa, non tanto come esempi da copiare in quanto tali, ma come dimostrazione e conferma che molto di buono può essere fatto se il lavoro è comune e condiviso.
L’impegno dei promotori del progetto è accolto e gradito dal Presidente della MIA, Giuseppe Pezzoni, che ricorda come l’acquisto della Valle d’Astino con le pertinenze e gli edifici risalga al 2007, quando la crisi non era ancora scoppiata, quando sembrava fossero possibili virtuosi legami economici con le amministrazioni provinciali e comunali e con sponsor importanti.
Di Astino si parla, si scrive, si vocifera. Si formulano ipotesi d’uso che non hanno fondamento. Si riparte, dice Pezzoni, dal ridisegno di un sistema Astino che sia economicamente ed ambientalmente sostenibile.
Confida un sogno: “Contiamo di restituire alla città un recupero parziale di Astino per il 2015, anno del nostro 750° compleanno”, e anno, aggiungo io, dell’EXPO di Milano.
“Questo è un progetto che supera noi stessi. Dobbiamo trovare lo stesso spirito di chi nel 1449 accettò la sfida di Santa Maria Maggiore”, sapendo che non avrebbe assistito alla fine della sua realizzazione, ma che era certamente questione che riguardava la città intera.

Per questo l’Ateneo, il FAI, l’Orto Botanico tentano di costruire una condivisione delle prospettive e degli obiettivi: occorre mettere a confronto la storia di Astino con la storia di Bergamo e con quella di realtà ad esso analoghe.
I promotori del progetto possono fornire elementi di conoscenza e di riflessione, vogliono far nascere e consolidare un legame tra cittadini, amministratori, intellettuali, giovani, istituzioni, forze produttive poiché la posta in gioco è il FUTURO.BG.
Il 17 ottobre 2012 in Palazzo Frizzoni nell’Aula Consiliare si comincia, con un appello che prende voce dalla Regola di S. Benedetto, quella rispettata dai Vallombrosani di Astino.
“Ogni volta che si tratta una questione importante, si convochi tutta la comunità”, per partecipare, condividere, impegnarsi.

Nel giugno 2014 sono pubblicati gli atti di FUTURO.BG. La maggioranza di coloro che sono intervenuti ha fornito le relazioni per la stampa, ci sono alcune assenze, anche significative, tutte certamente giustificate, ma che lasciano un sottile segno negativo su quella strada dell’impegnarsi insieme che si è tracciata.
Nella Valle d’Astino ci sarà uno spazio per l’Orto Botanico L. Rota di Bergamo, che sicuramente sarà realizzato per EXPO 2015, Astino infatti dovrà essere fiore all’occhiello per attrarre turismo. Del complesso monumentale è restaurata la chiesa del Santo Sepolcro, con il suo bell’apparato pittorico. Non si hanno notizie certe dell’uso che potrà essere fatto dello spazio e degli edifici che accolsero i Vallombrosani, i malati, i contadini.

Maria Mencaroni Zoppetti
Presidente dell’Ateneo

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