Scholia in Sophoclis Oedipum Coloneum Recensuit Vittorio de Marco

Collana: Series Antiqua

€ 38.00

Quando nel 1952 uscì l’edizione degli Scholia all’Edipo a Colono, Vittorio de Marco (Napoli 1899-Roma 1988) era già noto come lo scopritore della familia Romana dei codici di Sofocle e degli Scholia relativi. Grazie anche a due importanti articoli di de Marco del 1936 e del 1937, poi sovente utilizzati negli studi sofoclei, tale scoperta aprì un filone di indagini nuove.
L’edizione degli Scholia O.C. era praticamente uscita in contemporanea con altri corposi articoli di de Marco riguardanti sia gli Scholia che il testo della tragedia sofoclea, e non era sfuggita ai maggiori filologi dell’epoca, che li consideravano lavori interessanti per tutto il testo di Sofocle “in stretta relazione” con le idee di Turyn sulla tradizione manoscritta delle tragedie sofoclee.
Dopo l’edizione del 1952, de Marco ritornò sugli Scholia O.C. con due articoli esemplari. Lasciato l’insegnamento nell’autunno del 1969, in prossimità del suo servizio fuori ruolo all’Università Statale di Milano, si riproponeva di tornare sull’edizione degli Scholia O.C. del 1952 (specie sulla Praefatio), ma gradualmente il suo interesse si spostò su Omero, un lavoro di grande lena che lo tenne occupato fino alla sua morte, ossia gli Scholia Minora [D] in Homeri Iliadem, un enorme e pazientissimo lavoro giunto fino al libro XVII e rimasto inedito.

Lo scopo di questa ristampa non è solo quello di rimettere in circolazione un testo ricercatissimo sul mercato antiquario, spesso assente da molte biblioteche universitarie (compresa quella della mia Università).
L’intento è anche quello di offrire una raccolta di Scholia notoriamente molto importanti sia per la storia letteraria che per la storia della religione greca: basterà dare uno sguardo all’Index Auctorum fornito da de Marco alle pp. 69-70. Notevole interesse rivestono le citazioni di Omero, ma anche di epici, lirici, tragici, comici e poeti ellenistici (Callimaco, Euforione).
Il terzo intento di questa ristampa è quello di attirare l’attenzione su testi che, in particolare per l’Edipo a Colono, sono stati valutati principalmente come ancillari alla tragedia sofoclea e come testi stratificati, a loro volta ispiratori della tradizione lessicografica. Oggi gli Scholia sofoclei vengono studiati anche come testimoninza dell’esegesi antica e delle sue categorie interpretative ed estetiche, oltre che relativamente ai vari “commentatori”. Lo scopo è di mettere in luce le abitudini e le preoccupazioni dei lettori antichi, e non più solo la ricostruzione ‘archeologica’ dei diversi strati, in vista sia di una imprescindibile storia della filologia che di una storia della ricezione.
Da ultimo un omaggio alla grande cultura di de Marco, quale traspare sia dallo Zwischenapparat coi loci paralleli che dall’apparato delle varianti. Per la sua edizione degli Scholia O.C. egli attinse alle sue vaste letture al punto di citare non solo – come ci si attenderebbe – congetture e correzioni di filologi, ma anche di storici della religione e mitologia greca dell’Ottocento e del Novecento, di epigrafisti e numismatici. Il che illustra molto bene la sua idea di filologia globale, di stampo ottocentesco. Non stupisce che questi apparati, unitamente agli Indici, abbiano ispirato editori e commentatori moderni non solo dell’Edipo a Colono, ma anche di autori tràditi da questi Scholia


Titolo: Scholia in Sophoclis Oedipum Coloneum Recensuit Vittorio de Marco


Autore: a cura di Giampiera Arrigoni


Anno: 2012


ISBN: 978-88-6642-081-1


Pagine: 136


Collana: Series Antiqua


DESCRIZIONE

Quando nel 1952 uscì l’edizione degli Scholia all’Edipo a Colono, Vittorio de Marco (Napoli 1899-Roma 1988) era già noto come lo scopritore della familia Romana dei codici di Sofocle e degli Scholia relativi. Grazie anche a due importanti articoli di de Marco del 1936 e del 1937, poi sovente utilizzati negli studi sofoclei, tale scoperta aprì un filone di indagini nuove.
L’edizione degli Scholia O.C. era praticamente uscita in contemporanea con altri corposi articoli di de Marco riguardanti sia gli Scholia che il testo della tragedia sofoclea, e non era sfuggita ai maggiori filologi dell’epoca, che li consideravano lavori interessanti per tutto il testo di Sofocle “in stretta relazione” con le idee di Turyn sulla tradizione manoscritta delle tragedie sofoclee.
Dopo l’edizione del 1952, de Marco ritornò sugli Scholia O.C. con due articoli esemplari. Lasciato l’insegnamento nell’autunno del 1969, in prossimità del suo servizio fuori ruolo all’Università Statale di Milano, si riproponeva di tornare sull’edizione degli Scholia O.C. del 1952 (specie sulla Praefatio), ma gradualmente il suo interesse si spostò su Omero, un lavoro di grande lena che lo tenne occupato fino alla sua morte, ossia gli Scholia Minora [D] in Homeri Iliadem, un enorme e pazientissimo lavoro giunto fino al libro XVII e rimasto inedito.

Lo scopo di questa ristampa non è solo quello di rimettere in circolazione un testo ricercatissimo sul mercato antiquario, spesso assente da molte biblioteche universitarie (compresa quella della mia Università).
L’intento è anche quello di offrire una raccolta di Scholia notoriamente molto importanti sia per la storia letteraria che per la storia della religione greca: basterà dare uno sguardo all’Index Auctorum fornito da de Marco alle pp. 69-70. Notevole interesse rivestono le citazioni di Omero, ma anche di epici, lirici, tragici, comici e poeti ellenistici (Callimaco, Euforione).
Il terzo intento di questa ristampa è quello di attirare l’attenzione su testi che, in particolare per l’Edipo a Colono, sono stati valutati principalmente come ancillari alla tragedia sofoclea e come testi stratificati, a loro volta ispiratori della tradizione lessicografica. Oggi gli Scholia sofoclei vengono studiati anche come testimoninza dell’esegesi antica e delle sue categorie interpretative ed estetiche, oltre che relativamente ai vari “commentatori”. Lo scopo è di mettere in luce le abitudini e le preoccupazioni dei lettori antichi, e non più solo la ricostruzione ‘archeologica’ dei diversi strati, in vista sia di una imprescindibile storia della filologia che di una storia della ricezione.
Da ultimo un omaggio alla grande cultura di de Marco, quale traspare sia dallo Zwischenapparat coi loci paralleli che dall’apparato delle varianti. Per la sua edizione degli Scholia O.C. egli attinse alle sue vaste letture al punto di citare non solo – come ci si attenderebbe – congetture e correzioni di filologi, ma anche di storici della religione e mitologia greca dell’Ottocento e del Novecento, di epigrafisti e numismatici. Il che illustra molto bene la sua idea di filologia globale, di stampo ottocentesco. Non stupisce che questi apparati, unitamente agli Indici, abbiano ispirato editori e commentatori moderni non solo dell’Edipo a Colono, ma anche di autori tràditi da questi Scholia
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