Sestante-Edizioni-libro-generico

Strevi Gli artisti che accendono lo splendore del Moscato

Collana: Ricerca e Storia

Prodotto fuori catalogo.

Strevi è la piccola capitale del Moscato, un Moscato particolare che dà un passito unico, senza eguali neanche a pochi chilometri di distanza, frutto di vignaioli artisti. Un Moscato completamente diverso da quello tecnologico, industriale, che è l’Asti spumante e ha Canelli per capitale.
Ma Strevi si illumina anche per qualcosa di tutto suo: la struggente bellezza paesaggistica di vigne e colline. Un fascino che non è sfuggito agli inviati dell’Unesco, che ne stanno valutando il riconoscimento di patrimonio mondiale dell’umanità.
Piccola capitale, dunque, perché il passito non ama le grosse quantità, si fa curando grappolo per grappolo, togliendo l’acino non perfetto. Lasciandolo insomma la natura, che non conosce la fretta, a costruirlo nel tempo. Strevi non ha quindi i numeri milionari di Canelli, specializzata nell’Asti spumante: solo poche, piccole preziose bottiglie.
Visitando alcune aziende abbiamo però scoperto molto di più. Strevi ha una storia dalle radici profonde, che arrivano all’epoca romana, e una viticoltura di pregio che fu difesa da editti che, fin dal Quattrocento, infliggevano gravi pene ai trasgressori.
In questo libro si parla anche delle cose buone che, oltre al superbo Moscato, Strevi sa offrire, a cominciare da uno dei migliori torroni artigianali d’Italia.


Titolo: Strevi Gli artisti che accendono lo splendore del Moscato


Autore: D. Borsa, A. Calò, P. Cossa, A. Costacurta, B. Donati


Anno: 2012


ISBN: 978-88-6642-045-3


Pagine: 176


Collana: Ricerca e Storia


DESCRIZIONE

Strevi è la piccola capitale del Moscato, un Moscato particolare che dà un passito unico, senza eguali neanche a pochi chilometri di distanza, frutto di vignaioli artisti. Un Moscato completamente diverso da quello tecnologico, industriale, che è l’Asti spumante e ha Canelli per capitale.
Ma Strevi si illumina anche per qualcosa di tutto suo: la struggente bellezza paesaggistica di vigne e colline. Un fascino che non è sfuggito agli inviati dell’Unesco, che ne stanno valutando il riconoscimento di patrimonio mondiale dell’umanità.
Piccola capitale, dunque, perché il passito non ama le grosse quantità, si fa curando grappolo per grappolo, togliendo l’acino non perfetto. Lasciandolo insomma la natura, che non conosce la fretta, a costruirlo nel tempo. Strevi non ha quindi i numeri milionari di Canelli, specializzata nell’Asti spumante: solo poche, piccole preziose bottiglie.
Visitando alcune aziende abbiamo però scoperto molto di più. Strevi ha una storia dalle radici profonde, che arrivano all’epoca romana, e una viticoltura di pregio che fu difesa da editti che, fin dal Quattrocento, infliggevano gravi pene ai trasgressori.
In questo libro si parla anche delle cose buone che, oltre al superbo Moscato, Strevi sa offrire, a cominciare da uno dei migliori torroni artigianali d’Italia.